Governo, da Dignita’ a Crescita: ecco i cinque ‘salvo intese’

 Il ‘governo salvo intese’. Per sottolinearne fragilita’ e litigiosita’, qualcuno accosta all’esecutivo M5s-Lega la formula usata di recente per approvare i provvedimenti piu’ divisivi. Per la verita’ l’approvazione ‘salvo intese’, che consente al governo di ritoccare il testo anche dopo il via libera del Consiglio dei ministri prima dell’approdo in Parlamento, e’ una pratica ampiamente utilizzata in passato dai governi di ogni colore. Finora il governo in carica ne ha fatto uso in cinque casi (quattro decreti e un disegno di legge), rispetto a un totale di 23 decreti, di cui 19 di iniziativa del governo in carica, quattro ‘ereditati’ dal precedente, stando alle stime di Openpolis.

Ecco l’elenco:

– DECRETO DIGNITA’. Il 2 luglio, il Consiglio dei ministri approva con la formula ‘salvo intese’ il dl recante disposizioni urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese. L’obiettivo del provvedimento, caro al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, e’ limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato. Il decreto sara’ trasmesso a Montecitorio dieci giorni dopo la conferenza stampa del governo: approvato dalla Camera il 2 agosto, il 7 dal Senato.

– SPAZZACORROTTI. Il 6 settembre, il Cdm approva il disegno di legge anti-corruzione, il cosiddetto ‘Spazzacorrotti’. Il provvedimento e’ un cavallo di battaglia del M5s, proposto dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Il via libera e’ pero’ ‘salvo intese’ per i dubbi sulla costituzionalita’ del Daspo a vita e sulla figura dell’agente sotto copertura da ‘infiltrare’ nella Pubblica amministrazione. Il provvedimento approda alla Camera il 24 settembre. Prima dell’approvazione definitiva, attorno al ddl, si apre poi un altro momento di ‘crisi’ tra M5s e Lega attorno all’emendamento che riforma la prescrizione (i due partiti poi troveranno un accordo stabilendo che le nuove regole sulla prescrizione entreranno in vigore nel gennaio del 2020, dopo l’approvazione della riforma del processo processo penale).

 – DECRETO GENOVA. Il 13 settembre, il Cdm approva ‘salvo intese’ il decreto legge ‘urgenze’ che contiene le misure per affrontare l’emergenza provocata dal crollo del Ponte Morandi. Si conferma la distanza tra M5S e Lega su uno degli aspetti piu’ rilevanti:il nome e i poteri del commissario per la ricostruzione del ponte nel capoluogo ligure. La nomina avverra’ con un decreto del presidente del Consiglio e sara’ fatta successivamente. Alla fine la scelta cadra’ sul sindaco di Genova Marco Bucci.

– SBLOCCA CANTIERI. Dopo un lungo contenzioso tra i due azionisti della maggioranza, avente anche per oggetto una mini sanatoria per l’ampliamento degli edifici anteriori al 1997 voluta dalla Lega e classificata come “condono” dal M5s, il 20 marzo il Cdm approva ‘salvo intese’ il decreto che deve rilanciare i cantieri in Italia. Il testo deve ancora approdare alle Camere.

– DECRETO CRESCITA. Il 4 aprile, il Consiglio dei ministri approva ‘salvo intese’ il decreto legge con le misure per il rilancio della crescita. L’esame del dl, in cui sono confluiti gli interventi messi a punto da Mef e Mise, era stato rinviato piu’ volte per i contrasti all’interno dell’esecutivo legati in particolare al nodo dei rimborsi ai risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie. Alla fine, le norme sui risparmiatori non sono entrate nel provvedimento, che e’ ancora in fase di definizione. La decisione sui ristori e’ stata rinviata in attesa dell’incontra tra Giuseppe Conte e le associazioni dei risparmiatori in programma lunedi’. Una nuova riunione del Cdm si dovrebbe tenere martedi’.