Reddito di cittadinanza: ratificata intesa Governo-Regioni su navigator

Governo e Regioni hanno trovato l’intesa sui navigator per il reddito di cittadinanza. In conferenza Unificata, Regioni ed enti locali hanno dato parere positivo al ‘decretone’. All’indomani dell’incontro avuto con il ministro del Lavoro, Luigi di Maio, i governatori hanno ottenuto il via libera alla proposta approvata ieri all’unanimita’, che confluira’ in un emendamento, che porta modifiche alle misure originarie. Prima fra tutte la riduzione del numero dei navigator da 6.000 a 3.000.

– TOTI E BONACCINI, ACCORDO POSITIVO PERCHE’ RAGIONEVOLE Come gia’ ieri in Conferenza Regioni, a dare l’annuncio e’ stato vicepresidente e governatore della Liguria, Giovanni Toti: “L’accordo delle Regioni con il governo sui navigator, le nuove figure professionali previste dal reddito di cittadinanza, e’ fatto”. Che poi ha aggiunto via Twitter: “Piu’ investimenti nelle Politiche del Lavoro, competenze chiare per evitare trattamenti diversi ai cittadini, risorse per i Centri per l’Impiego”. I 3.000 navigator, ha spiegato, saranno assunti da Anpal per l’assistenza tecnica e successivamente ci saranno dei concorsi su base regionale e il numero tornera’ a salire. Soddisfatto anche il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, cha ha parlato di “un accordo complessivamente positivo perche’ piu’ ragionevole, segno che la strada che le Regioni da mesi stavano indicando era quella giusta”. E ha elencato i risultati ottenuti: “Rispetto delle competenze che la Costituzione attribuisce alle Regioni e risorse reali; procedure piu’ snelle per potenziare i centri per l’impiego con assunzioni a tempo indeterminato e un piano di rafforzamento degli stessi centri; un’intesa per dislocare un numero molto piu’ ragionevole di cosiddetti navigator con una migliore definizione la loro funzione che sara’ solo di assistenza tecnica”.

– REGIONI, DAL 2021 7.600 ASSUNZIONI Tre i capisaldi su cui si basa l’accordo sugli emendamenti – ha spiegato Cristina Grieco, coordinatrice della Commissione Lavoro per la Conferenza delle Regioni e assessore della Regione Toscana – che consentono di “rispettare il ruolo delle Regioni e di potenziare stabilmente i centri per l’impiego”. – 1) Un ‘piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive’ che avra’ durata triennale, risorse aggiuntive – rispetto a quelle gia’ previste dalla Legge di bilancio 2019 – per 160 milioni per il 2019, 250 milioni per il 2020 e 50 milioni per il 2021. – 2) Il piano individuera’ le regioni che si avvarranno delle azioni di assistenza tecnica e le modalita’ operative di realizzazione dei singoli territori nel limite complessivo di 90 milioni di euro (pari a 3000 unita’ assunte da Anpal servizi con contratti di collaborazione a tempo determinato). Interventi che saranno poi dettagliati in convenzioni fra le singole amministrazioni regionali e l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal). Le restanti risorse inizialmente previste per altre 3.000 unita’ saranno invece ripartite alle Regioni, con un’intesa, per attivita’ dei centri per l’impiego connesse all’erogazione del reddito . – 3) Dal 2021 le Regioni sono autorizzate ad assumere a tempo indeterminato 7.600 unita’ di personale da destinare ai centri per l’impiego. Ma potranno anticipare al 2020 una parte di queste assunzioni. Il punto istituzionale fondamentale – ha concluso la coordinatrice della Commissione Lavoro per la Conferenza delle Regioni – e’ che l’intero piano deve nasce da un puntuale concertazione con le Regioni, garantita dal raggiungimento di una ‘intesa forte’ in sede di Conferenza Stato-Regioni e non piu’ prevedendo solo un parere, come indicato nel testo approvato in prima lettura dal Senato”.