Papa: ‘Oggi con le Ceneri inizia il cammino della Quaresima. Dio viene tra i nostri peccati e fallimenti’

 “Oggi, Mercoledi’ delle Ceneri, inizia il cammino quaresimale. Auguro a ciascuno di voi di vivere questo tempo in un autentico spirito penitenziale e di conversione, come un ritorno al Padre, che attende tutti a braccia aperte per ammetterci alla comunione piu’ intima con Lui”. Queste le parole di Papa Francesco all’Udienza Generale in piazza San Pietro.

Papa: Dio viene tra i nostri peccati e fallimenti 

“Venga il tuo Regno”: “Seminiamo questa parola in mezzo ai nostri peccati e fallimenti”. E’ l’esortazione pronunciata dal Papa ai fedeli presenti all’udienza generale in piazza San Pietro, che, proseguendo un ciclo di catechesi sul Padre Nostro, ha proseguito: “Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, a chi ha assaporato più odio che amore, a chi ha vissuto giorni inutili senza mai capire il perché. Doniamola a coloro che hanno lottato per la giustizia, a tutti i martiri della storia, a chi ha concluso di aver combattuto per niente e che in questo mondo domina sempre il male”. “Sentiremo allora la preghiera del Padre nostro rispondere. Ripeterà per l’ennesima volta quelle parole di speranza, le stesse che lo Spirito ha posto a sigillo di tutte le Sacre Scritture: ‘Sì, vengo presto!'”, ha concluso Francesco.

Papa: mondo segnato da ingiustizie come guerre e tratta bambini

“Non e’ con la violenza che si instaura il Regno nel mondo: il suo stile di propagazione e’ la mitezza”. Papa Francesco ha voluto ribadirlo nella catechesi all’Udienza Generale di oggi. “Gesu’ – ha spiegato commentando la seconda invocazione del Padre Nostro ‘Venga il tuo Regno’ – e’ venuto; pero’ il mondo e’ ancora segnato dal peccato, popolato da tanta gente che soffre, da persone che non si riconciliano e non perdonano, da guerre e da tante forme di sfruttamento pensiamo alla tratta dei bambini, come un esempio”. Secondo il Papa, “tutti questi fatti sono la prova che la vittoria di Cristo non si e’ ancora completamente attuata: tanti uomini e donne vivono ancora con il cuore chiuso”. “Il Regno di Dio e’ certamente una grande forza, la piu’ grande che ci sia, ma non secondo i criteri del mondo; per questo sembra non avere mai la maggioranza assoluta”, ha chiarito Francesco osservando che le parole di Gesu’ “convertitevi e credete nel Vangelo” in realta’ “non sono affatto una minaccia, al contrario, sono un lieto annuncio, un messaggio di gioia”. “Gesu’ – infatti – non vuole spingere la gente a convertirsi seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso”. “Al contrario – ha ricordato il Papa – quella che Lui porta e’ la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi. Ognuno e’ invitato a credere nel Vangelo: la signoria di Dio si e’ fatta vicina ai suoi figli”. Dunque “Gesu’ non fa proselitismo” ma “inizia il suo ministero prendendosi cura degli ammalati, sia nel corpo che nello spirito, di coloro che vivevano una esclusione sociale – come i lebbrosi – dei peccatori guardati con disprezzo da tutti. Anche da coloro che erano piu’ peccatori di loro ma facevano finta di essere giusti, e Gesu’ li chiama ipocriti”. “Venga il tuo Regno! – ha continuato Francesco – e a volte ci domandiamo: come mai questo Regno si realizza cosi’ lentamente?”. In proposito il Papa ha citato la parabola evangelica del campo dove crescono insieme il buon grano e la zizzania: “Il peggior errore – ha scandito – sarebbe di voler intervenire subito estirpando dal mondo quelle che ci sembrano erbe infestanti. Dio non e’ come noi, Dio ha pazienza. E’ come il lievito che si impasta nella farina: apparentemente scompare, eppure e’ proprio esso che fa fermentare la massa. Oppure e’ come un granello di senape, cosi’ piccolo, quasi invisibile, che pero’ porta in se’ la dirompente forza della natura, e una volta cresciuto diventa il piu’ grande di tutti gli alberi dell’orto”. “Un seme che germoglia – ha affermato – e’ piu’ opera di Dio che dell’uomo che l’ha seminato. Grazie a Lui dopo la notte del Venerdi’ santo c’e’ un’alba di Risurrezione capace di illuminare di speranza il mondo intero. Seminiamo questa parola in mezzo ai nostri peccati e fallimenti. Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, a chi ha assaporato piu’ odio che amore, a chi ha vissuto giorni inutili senza mai capire il perche’. Doniamola a coloro che hanno lottato per la giustizia, a tutti i martiri della storia, a chi ha concluso di aver combattuto per niente e che in questo mondo domina il male”.