Elezioni europee, il piano B di Zingaretti: Pd e liste civiche se salta listone

 Chi vuol venire e’ il benvenuto, altrimenti amici come e piu’ di prima: in sintesi, e’ questa la posizione che sta tenendo Nicola Zingaretti in queste ore di contatti e trattative per mettere insieme il listone da presentare alle elezioni europee. Una linea determinata da difficolta’ oggettive che, per molti aspetti, prescindono dalla capacita’ del neo segretario Pd di attrarre interlocutori e potenziali alleati. Il Partito Democratico gode infatti di vento a favore, lo dicono i sondaggi, e la sua forza attrattiva in questo momento e’ incontestabile. Tanto che l’obiettivo per le Europee, a sentire un parlamentare vicino al governatore del Lazio, non e’ piu’ surclassare il M5s ma “frenare la corsa della Lega, attestandoci al 30 per cento”. Stessa asticella indicata da Carlo Calenda. L’ex ministro dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione ‘Siamo Europei’ nella speranza di vedersi formare un fronte anti-populista e anti-sovranista. Ma il tentativo, sostenuto da centinaia di migliaia di firme, sembra essersi impantanato. A pesare e’ la debolezza dei ‘satelliti’ che dovrebbero entrare nell’orbita del Pd. Il piu’ accreditato e’ quello formato da +Europa, Verdi e Italia in Comune, quest’ultima creatura del sindaco di Parma Federico Pizzarotti. All’ultima assemblea di +Europa e’ passata una mozione che impegna il segretario Benedetto Della Vedova a valutare accordi con Verdi e Italia in Comune. Problema: i Verdi guardano a Sinistra Italiana e hanno un approccio piu’ cauto su temi come il Ceta e la Tav. “I Verdi hanno considerato come interlocutori del loro progetto anche forze piu’ a sinistra, come Sinistra Italiana. Con tutta la simpatia personale che posso avere per molti esponenti, sono interlocuzioni fuori dall’orizzonte di +Europa”, dice Della Vedova in una intervista all’AGI: “Il giudizio sulla Tav ci vede su posizioni opposte. Io penso che la Tav vada fatta punto e basta”. Un po’ diversa e’ la situazione con Pizzarotti e Italia in Comune: “Sui grandi temi, a partire dalla Tav, c’e’ una posizione comune e molto piu’ pragmatica”. Non a caso, nelle ultime ore, Zingaretti ha avuto colloqui sia con Pizzarotti sia con Emma Bonino, ‘madre’ di +Europa. I colloqui non hanno, al momento, prodotto risultati anche perche’ la creatura di Della Vedova rischierebbe di essere penalizzata alle Europee da una partnership con i dem. “Alle Europee ci sono le preferenze e il timore di +Europa”, spiega un alto esponente Pd, “e’ che con la lista assieme al Pd possano finire per non eleggere nessuno: Il sistema di voto, in Italia, prevede infatti le preferenze e il Pd in questo momento non e’ in condizione di dare indicazioni agli elettori su quali candidati votare in un collegio e quali in un altro. Il rischio e’ che +Europa porti voti solo al Pd. Il loro timore e’ comprensibile”. Di qui la linea di Zingaretti: si parla con tutti. +Europa con Verdi e Pizzarotti decideranno (e al momento hanno detto no), ma senza arrivare a liti, perche’ comunque sono considerati interlocutori affidabili con cui il dialogo rimane forte, anche per il futuro. Il Pd, dunque, e’ aperto e dialogante e, se non dovesse andare bene con le forze politiche individuate, si cerchera’ di aprire ancora di piu’ alle esperienze civiche, alla politica dei territori, alla societa’ civile. Nel frattempo, pero’, Calenda scalpita, chiede di investire subito energie nel suo manifesto e ferma i lavori di Siamo Europei: “Ci siamo parlati con Zingaretti e oggi lui ha fatto una dichiarazione per dire che sta lavorando per costruire una lista unitaria, che fara’ incontri con Piu’ Europa e Pizzarotti: e’ la strada giusta, ma intanto ho fermato le nostre iniziative europee. Mi diranno loro se si andra’ avanti su questa strada, io per il momento non posso far perdere tempo alla gente”.

 

 

 

Fonte Foto: Profilo Facebook Nicola Zingaretti