Elezioni Europee: +Europa dice no a listone. Zingaretti: lista larga Pd

 L’incontro tra Nicola Zingaretti e il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, ha prodotto il risultato che in molti si aspettavano: la lista unitaria con +Europa non ci sara’ e, probabilmente, tramonta anche l’idea di un listone unico europeista sul modello pensato da Carlo Calenda. A pesare e’ stata la costituzione troppo recente di +Europa, che mette il partito di Della Vedova in una posizione scomoda rispetto al Partito democratico: da una parte c’e’ la volonta’ del nuovo soggetto politico di pesare la propria forza con una corsa in solitaria. Dall’altra c’e’ il timore che, in un sistema che prevede le preferenze, la lista unica finisca per giovare al solo Pd. Lo spiega bene un alto esponente della maggioranza zingarettiana: “Il sistema di voto, in Italia, prevede le preferenze e il Pd in questo momento non e’ in condizione di dare indicazioni agli elettori su quali candidati votare in un collegio e quali in un altro. Il rischio e’ che +Europa porti voti solo al Pd. Il loro timore e’ comprensibile”. Di qui la decisione di Zingaretti: il Partito Democratico presentera’ la propria lista “aperta alla societa’ civile, al mondo dell’imprenditoria e della cultura”. Al termine dell’incontro nella sede di +Europa (Zingaretti non vuole mettere piede nella sede nazionale del Pd almeno fino alla ratifica della sua elezione da parte dell’assemblea dem), il segretario dem ha spiegato che “con +Europa c’e’ stato un confronto utile, collaborazione e condivisione dello spirito del manifesto ‘Siamo Europei’ contro chi questa Europa la vuole distruggere. Non ci sara’ una lista unica, ma due liste aperte alla societa’, allargate alle forze migliori del mondo produttivo, dell’associazionismo e del mondo della cultura. Una battaglia che ci vedra’ in forma distinta, ma non come avversari. Io portero’ la proposta all’assemblea di promuovere una lista del Pd aperta e di marchio europeista”. La fumata nera ha provocato anche la reazione di carlo Calenda, autore del manifesto attorno al quale si contava di costruire il ‘listone’ europeista. L’ex ministro dello Sviluppo economico, come fa ormai da mesi, e’ intervenuto su Twitter parlando di “grave errore”. Immediata la replica di Benedetto Della Vedova: “Caro Carlo, nessun rifiuto ma condivisione con Nicola Zingaretti: ci sara’ la lista Alde e la lista Pse, con visione comune Siamo Europei”. Intanto, anche Italia in Comune e Verdi si sfilano dalla lista unitaria con il Pd e annunciano una lista per confluire nei verdi Europei, senza per questo chiudere a +Europa. Insomma, se si contava sulla forza attrattiva del pianeta Pd – che un sondaggio Swg descrive come in crescita, al punto da aver toccato e superato i 20 punti percentuali – i satelliti che nell’orbita dem sarebbero dovuti entrare temono, al momento, di rimanerne schiacciati. Ma non si tengono a distanza, anzi. Tra +Europa e pd si e’ avviato un “percorso comune”, come spiegato in conferenza stampa da Benedetto Della Vedova, che potrebbe concretizzarsi in futuro con una alleanza elettorale. Nel frattempo prosegue il percorso di avvicinamento all’Assemblea che si terra’ domenica all’hotel Ergife di Roma e che incoronera’ Zingaretti segretario. L’elezione di Paolo Gentiloni a presidente dell’assemblea sembra ormai una formalita’, per quanto c’e’ chi non metterebbe la mano sul fuoco quanto all’unanimita’ di quel voto. Le trattative tra le correnti e anche tra componenti della stessa mozione per assegnare i posti in assemblea, viene riferito da fonti parlamentari, sta producendo mal di pancia tra chi si vede ridurre il numero dei rappresentanti nel parlamentino dem. Un malcontento che potrebbe manifestarsi in assemblea con un voto contrario o con l’astensione. Per la casella di vicesegretario, si fa da giorni il nome di Paola De Micheli, gia’ responsabile della mozione Zingaretti. Ma potrebbero essere due le vice di Zingaretti, entrambe donne. Nelle ultime ore, infatti, si sono fatti piu’ insistenti le voci che accreditano Marina Sereni come seconda vice. Il franceschiniano Luigi Zanda sara’ il tesoriere, all’orlandiano Andrea Martella (amico di Zingaretti dai tempi della Fgci) dovrebbe andare la delega strategica dell’Organizzazione, a Giuseppe Provenzano il Welfare, gli Enti Locali al giovane sindaco di Ravenna, Michele de Pascale. Una quota parte delle deleghe dovrebbe essere inoltre riservata ai presidenti di regione del Pd. Una scelta, spiegano parlamentari vicini al segretario, che “rientra nel suo piano di coinvolgimento dei territori e di una maggiore rappresentanza territoriale, uscendo dalle logiche correntizie”. L’ultimo dossier – ma non il meno importante – sul tavolo di Zingaretti riguarda la ricerca della sede: l’ipotesi avanzata da alcuni organi di informazione di stabilirsi alla Citta’ del Sole, complesso edilizio sorto non lontano dalla Stazione Tiburtina, non e’ mai stata contemplata dal segretario Pd. La zona in cui si concentrano le ricerche, al momento, sembra essere quello compreso tra via Cristoforo Colombo, Ostiense e Testaccio.