Decretone, i lavori alla Camera: resta aperto tema navigator

Esaurite le audizioni nelle Commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera, entra nel vivo l’iter del cosiddetto decretone, che introduce quota 100 per le pensioni anticipate e il reddito di cittadinanza. E’ infatti a Montecitorio che si dovranno sciogliere i diversi nodi rimasti irrisolti al Senato: uno su tutti quello dei navigator. Mentre l’Anpal, l’Agenzia nazionale Politiche Attive Lavoro, si sta portando avanti con le operazioni organizzative per la gestione e realizzazione dei concorsi per l’assunzione dei tutor che dovranno accompagnare i beneficiari del reddito di cittadinanza nella ricerca del lavoro, la trattativa con le Regioni, alle quali spetta la competenza sui centri per l’impiego, non e’ ancora conclusa. Lunedi’ si terra’ una conferenza delle Regioni straordinaria durante la quale il governo dovrebbe fornire alle Regioni l’impianto complessivo del reddito di cittadinanza e tutte le misure di coordinamento indispensabili per il funzionamento dell’attivita’ dei navigator. Intanto il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi e’ scaduto giovedi’ alle 12 e sono state circa 800 le proposte di modifica depositate nelle Commissioni di competenza. Ecco di seguito il contenuto dei principali emendamenti presentati: – LE PROPOSTE DELLA LEGA: Il partito di Matteo Salvini ha presentato un pacchetto di emendamenti che va dalle maggiori tutele ai disabili all’anticipo della pensione di quattro mesi per ogni figlio per le mamme lavoratrici. Via il tetto dei 45 anni per il riscatto agevolato della laurea legato alla pace contributiva per coloro che non hanno contributi versati prima del 1996. C’e’ anche un emendamento per il riscatto dei periodi di aspettativa non retribuita per i dipendenti della pubblica amministrazione e uno che esclude il bonus bebe’ e i buoni nido dal calcolo del reddito familiare ai fini della domanda per il reddito di cittadinanza. Tra le proposte di modifica ci sono anche quelle che prevedono una revisione della scala di equivalenza per le famiglie numerose, o con disabili e quella che sostiene che i beneficiari del reddito di cittadinanza che sottoscrivono il Patto per il Lavoro debbano sostenere “eventuali test per la valutazione delle soft skill” (ovvero le competenze trasversali e caratteristiche personali) oltre ai colloqui psicoattitudinali e alle eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione. – LE PROPOSTE M5S Tra gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle c’e’ l’estensione degli incentivi previsti per i datori di lavoro che assumono beneficiari del Reddito di Cittadinanza anche nel caso di trasformazioni di contratti da tempo determinato in tempo indeterminato, o di trasformazioni di contratti part-time in contratti a tempo pieno indeterminato. La proposta di modifica prevede inoltre che gli incentivi si applichino anche in caso di assunzione a tempo parziale indeterminato quando l’orario di lavoro e’ pari o superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro normale. Un emendamento riguarda l’assegno di ricollocazione fino al 2021 ai beneficiari di reddito di cittadinanza tenuti a stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego che dopo 60 giorni dalla liquidazione della prestazione non siano stati convocati dal centro per l’impiego. Via la finestra di 3 mesi per l’accesso alla pensione anticipata per i lavori cosiddetti gravosi. Aumento del 15% dell’importo del reddito di cittadinanza per chi ha un figlio studente fuori sede e un emendamento riguarda la confisca delle somme ricevute in caso di dichiarazioni false per ottenere il Reddito di Cittadinanza. Tra le proposte, anche l’assunzione straordinaria di 100 ispettori della Guardia di Finanza con lo scopo di rafforzare le attivita’ di controllo contro gli abusi sul reddito di cittadinanza. Oltre al tema dei navigator resta aperta la partita dei tagli alle pensioni dei sindacalisti. I 5 Stelle avevano prima presentato e poi ritirato al Senato (anche per lo stop della commissione Bilancio) un emendamento che prevedeva di rivedere il conteggio dei contributi figurativi negli anni di aspettativa per attivita’ sindacale e il progressivo ricalcolo contributivo dell’assegno per chi gia’ percepisce un trattamento pensionistico secondo il vecchio sistema retributivo. A questo sta lavorando anche l’Inps, come ha fatto sapere in audizione Gabriella Di Michele, direttore generale dell’istituto, sottolineando che per l’Inps non dovrebbe essere prevista la retroattivita’ della norma. A Montecitorio dovrebbe arrivare poi anche la norma cosiddetta salva-esodati, ovvero la possibilita’ per chi ha subito un’interruzione del rapporto di lavoro prima della fine del 2011, ed e’ in disoccupazione, di agganciarsi, versando un modesto contributo fisso, agli attuali strumenti di pensionamento: quota 100, opzione donna o anche anzianita’. Tra i correttivi attesi anche la possibilita’ di istituire nel cda dell’Inps la figura del vicepresidente e le misure per la tutela dei rider. (AGI)