Centrodestra, Berlusconi fatica a rilanciare Fi: diviso tra falchi e colombe

La morte di Imane Fadil, la campagna elettorale che pesa a un uomo di 83 anni, benché ancora in forma, e i malumori all’interno del partito che mai si sopiscono. Silvio Berlusconi ce la mette tutta per risollevare le sorti di Forza Italia per riportarla anche solo vicina vecchi albori, o quanto meno riconquistare la doppia cifra nei sondaggi. Ma la strada sembra sempre più in salita. Nel partito la divisione tra falchi e colombe è tornata a farsi sentire, con numerose critiche soprattutto nei confronti di Antonio Tajani. Le lamentele sono arrivate infatti fino ad Arcore. In discussione i pochi risultati raggiunti nel percorso di rilancio del partito da quando il presidente del Parlamento Ue è vice. Inoltre, viene spiegato, servirebbe una figura più aggressiva per contrastare Salvini, e l’unica che fino ad oggi è riuscita a tenergli testa è solo Mara Carfagna. La vicepresidente della Camera viene indicata tra i più come ‘leader naturale’, un punto di riferimento dall’alto profilo istituzionale. Per ora però di cambi al vertice non se ne parla, Tajani porterà il partito alle Europee e poi si tireranno le somme, anche con chi, come Giovanni Toti, continua a tessere la tela di un partito diverso e lontano da Forza Italia. Intanto Matteo Salvini prosegue per la sua strada e non ha nessuna intenzione di mollare i 5Stelle, neanche davanti alle evidenti difficoltà a governare. Anche quando si parla di centrodestra rimarca: “A livello nazionale la mia parola il mio impegno verso gli alleati e gli italiani valgono più di qualsiasi sondaggio o insulto”. Il leader della Lega non ha digerito il ‘coglione’ scandito dal Cav davanti alle telecamere qualche giorno fa, in merito a chi ha ancora fiducia in questo esecutivo. “Governiamo bene a livello locale, ma se mi dà del coglione perchè sto al Governo, io non sono permaloso però ritengo che in questi nove mesi per gli italiani abbiamo fatto tanto e andremo avanti anche per i prossimi anni” replica. Insomma restano le distanze, e Salvini al momento fa come l’indiano ‘aspetta sulla riva del fiume’ che arrivi il 24 marzo. Il voto in Basilicata sarà decisivo per ristabilire gli equilibri all’interno della coalizione. E’ ormai evidente che l’interlocutrice del Capitano è Giorgia Meloni con cui, si sta lavorando, secondo rumors di palazzo, a una alleanza che sarà utile soprattutto in caso di nuove elezioni. La strategia è quella di allargare il campo il più possibile dell’ala sovranista, aspettare il voto delle Europee e raccogliere i delusi di Forza Italia, che con il tonfo elettorale si sparpaglieranno. L’idea del leghista è infatti un centrodestra senza Berlusconi e sempre più sovranista. (FONTE LAPRESSE)