Manovra, sindacati in piazza il 9 febbraio: “futuro al lavoro”

Interventi concreti per dare un “futuro al lavoro”. E’ la richiesta che Cgil, Cisl e Uil rivolgeranno al governo da Piazza san Giovanni, sabato 9 a Roma, portando per le strade della capitale la protesta contro la manovra e contro il comportamento dell’esecutivo, che ha incontrato le parti sociali solo dopo aver fatto la legge di Bilancio e il decreto su reddito di cittadinanza e Quota 100. La manifestazione, inizialmente prevista nella piu’ piccola piazza del Popolo, e’ stata spostata perche’ i sindacati prevedono una “grande adesione”. Cgil, Cisl e Uil hanno bisogno di far capire al governo che rappresentano milioni di lavoratori e pensionati e che va aperto un confronto serio e di merito, non di facciata, sulle scelte da prendere per il Paese. L’appuntamento romano sara’ la prima grande uscita pubblica di Maurizio Landini da leader della Cgil. L’ex leader della Fiom, appena eletto a Corso Italia, ha gia’ sostenuto che il governo del cambiamento finora non ha cambiato nulla e ha incalzato il M5s ad un confronto vero. Non da meno la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan: “Noi abbiamo cercato in tutti i modi di dialogare e di confrontarci, abbiamo presentato al presidente del Consiglio le nostre proposte ma la risposta e’ stata pressoche’ zero. Noi rappresentiamo 12 milioni di persone e abbiamo una rappresentanza sociale non inferiore alla rappresentanza politica”. E questo confronto, ha fatto notare il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, e’ tanto piu’ necessario ora, dopo “il campanello d’allarme” del Pil. La situazione economica e’ motivo di preoccupazione e la legge di Bilancio, secondo i sindacati confederali, non da’ le risposte adeguate. L’obiettivo della manifestazione romana e’ di far cambiare la linea economica del governo e di porre all’attenzione del Paese la piattaforma sindacale unitaria che mette al centro lo sviluppo, il lavoro e i diritti. Secondo Cgil, Cisl e Uil, la manovra giallo-verde e’ insufficiente e recessiva perche’ taglia gli investimenti produttivi fondamentali per la crescita e lo sviluppo. Non diminuisce la pressione fiscale sul reddito da lavoro dipendente e da pensione, rinunciando cosi’ ad agire sulla domanda interna. Non favorisce la creazione di lavoro stabile ne’ la coesione del Paese, non rafforzando le infrastrutture sociali e riducendo le risorse per il Mezzogiorno. Si nega, cosi’, al Paese – secondo i sindacati – una prospettiva di rilancio economico e sociale. Cgil, Cisl e Uil non si vogliono limitare a contestare: hanno redatto una piattaforma di 12 punti e l’hanno discussa con migliaia di lavoratori e pensionati. Per creare lavoro di qualita’, chiedono investimenti. Per favorire lo sviluppo, invocano una vera politica industriale. Per garantire equita’, indicano politiche fiscali giuste e lotta all’evasione. Per la previdenza, il superamento della legge Fornero con flessibilita’ di uscita a 62 anni e 41 anni di contribuzione a prescindere dall’eta’; poi una pensione di garanzia per i giovani e il riconoscimento del lavoro di cura e dei carichi familiari alle donne. Il reddito di cittadinanza e’ ritenuto una misura complicata nell’accesso e con forti elementi di iniquita’, orientata all’attivazione lavorativa piu’ che al contrasto della poverta’ e al reinserimento sociale dei beneficiari. per i sindacati, il Mezzogiorno e’ non solo dimenticato ma anche penalizzato, la sanita’ e’ una vera emergenza nazionale, il quadro degli infortuni sul lavoro e’ drammatico, le politiche sociali mancano di interventi strutturali, l’istruzione e la conoscenza dovrebbero avere piu’ risorse, cosi’ come la Pa per il rinnovo dei contratti. Infine, il modello di autonomia amministrativa che sta delineando il governo rischia di alimentare nuove disuguaglianze e divari territoriali. Infine, anche se non e’ indicato nella piattaforma, Cgil, Cisl e Uil hanno sempre preso posizione contro la politica del governo sui migranti: la priorita’ – ha detto Furlan – resta salvare vite e l’Italia non puo’ dire ‘non tocca a noi’. “Folle” far credere agli italiani che il problema sia l’invasione dei migranti per Landini, che si e’ augurato una “reazione della societa’ civile”.