Lega tentata di espandere in tutta Italia il modello Fontana

La foto tra Berlusconi, Salvini e Meloni – domani i tre terranno insieme una conferenza stampa a Pescara – serve per lanciare la volata a Marsilio in Abruzzo ma in Fratelli d’Italia, in FI e nella Lega c’e’ la consapevolezza che si tratta solo di un ‘cartello elettorale’ sulle regionali. Nulla di piu’. Il vicepremier leghista, nonostante le tensioni con il Movimento 5 stelle, non intende staccare la spina al governo. Le fibrillazioni nella maggioranza vanno dal caso Diciotti alla Tav, ma al momento non c’e’ un piano B del partito di via Bellerio, fermo restando – e lo hanno chiarito diversi ‘big’ – che qualora cadesse l’esecutivo la strada sarebbe quella del voto. Berlusconi e Meloni approfitteranno dell’occasione per invitare Salvini a staccarsi dall’abbraccio con Di Maio. “Purtroppo – ripete l’ex premier – la Lega ha completamente delegato a Di Maio la politica economica, l’ha messa nelle mani irresponsabili dei 5S. Il nostro futuro dipende dal lavoro”. Ed ora che la Commissione Ue si appresta ad aggiornare al ribasso la stima sul Pil allo 0,2% il pressing sara’ ancora piu’ forte. Ma il timore di FI e’ un altro. In attesa delle Europee, con Berlusconi che punta perlomeno al 15% dei consensi (l’unica indecisione e’ se candidarsi in tutti i collegi), un calo di voti per gli azzurri in Abruzzo e Sardegna porterebbe la Lega ad alzare il tiro. E in prospettiva a voler fare a meno di FI. Scenari prematuri, perche’ Salvini domani confermera’ l’alleanza sulle regionali. Ma la tentazione nella Lega – riferiscono fonti parlamentari – e’ quella di replicare l’esperimento del governatore della Lombardia, Fontana. Un movimento parallelo simile (coordinato con la Lega, tanto che avra’ un ufficio in via Bellerio”) potrebbe nascere in tutte le regioni del Nord. Con il tentativo di svuotare ancor di piu’ il bacino di FI e servirsi poi del contenitore che Toti e Meloni intendono costituire per rafforzare l’asse sovranista. “E’ chiaro che se la Lega dovesse ottenere percentuali alte e noi andare sotto il 10% si aprirebbe un ulteriore problema sui territori”, spiega un parlamentare azzurro.Uno dei banchi di prova dell’alleanza sara’ il Piemonte. L’accordo stipulato tra la Lega e FI e’ sul nome dell’europarlamentare Cirio. Ma l’intesa traballa da settimane, nella Lega non si esclude affatto un’altra opzione. In ogni caso la competizione sul territorio si gioca anche con il Movimento 5 stelle. “Da quando e’ tornato Di Battista hanno perso un punto percentuale nei consensi”, riferisce un esponente di primo piano della Lega. Con il Movimento 5 stelle ci saranno ulteriori tensioni nei prossimi giorni. Perche’ i leghisti sono anche disponibili ad andare a vedere le carte del taglio agli stipendi dei parlamentari ma si aspettano il via libera pentastellato sul tema dell’autonomia. “Non si tratta di alcun baratto – sottolinea un deputato – ma semplicemente di rispettare il programma di governo. Ci sono ministri che non vogliono cedere le competenze, cosi’ non e’ possibile andare avanti”. Intanto oggi Di Maio ha inviato un ‘messaggio’ al suo alleato di governo. “Guardiamo a cio’ che ci unisce e andiamo avanti. Penso soltanto che la Lega ha acquistato molti piu’ consensi in questi mesi, perche’ semplicemente si e’ staccata da Berlusconi. Quando vorra’ tornare da lui scenderanno di nuovo i consensi”, ha sottolineato. Di Maio sara’ in Abruzzo venerdi’ ma gia’ spiega che sara’ difficile un boom pentastellato: “Questo voto – ha osservato – non e’ semplice perche’ le coalizioni corrono con 7/8 liste, che portano voti. Noi corriamo con un’unica lista perche’ se vinciamo vogliamo governare con gli abruzzesi e non con i ‘capibastone’ delle singole liste”.