Ifad, nasce Fondo Abc: avanti i giovani

Un Fondo che si avvarra’ di un approccio innovativo volto a incentivare gli investimenti nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo: sara’ questo il nuovo strumento finanziario che verra’ lanciato durante l’incontro annuale degli Stati membri Ifad. Il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, assieme alla Commissione Europea, al Gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), al governo del Lussemburgo e all’Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa (AGRA) lanceranno infatti il fondo indipendente Agri-Business Capital (Abc). Si tratta di uno strumento volto a facilitare l’accesso ai finanziamenti per le piccole imprese agricole cosi’ da permettere di sviluppare business e creare nuovi posti di lavoro tra le popolazioni rurali piu’ povere, in particolare per i giovani. Lo scopo ultimo del Fondo Abc e’ quello di incentivare investimenti da parte del settore privato nelle piccole e medie imprese, nelle organizzazioni di agricoltori e nei piccoli agricoltori: realta’ che spesso trovano grandi difficolta’ nell’ottenere accesso a finanziamenti da parte di istituzioni tradizionali che le ritengono entita’ troppo rischiose su cui investire.  “Le piccole e medie imprese possono essere un motore trainante per lo sviluppo e offrire alle comunita’ rurali una via d’uscita dalla fame e dalla miseria, ma soltanto se riescono ad avere accesso alle risorse che necessitano”, ha dichiarato il presidente Ifad, Gilbert F. Houngbo. E ha aggiunto: “Il lancio del Fondo ABC e’ un passo fondamentale per sostenere i piccoli agricoltori, le loro organizzazioni e soprattutto le nuove generazioni aiutandole a realizzare le loro enormi potenzialita’”. Secondo stime in continua crescita, nel mondo oggi vive un miliardo e duecento milioni di giovani, piu’ della meta’ dei quali vive nelle zone rurali del pianeta: il tasso di disoccupazione dei giovani e’ due o tre volte piu’ grande di quello degli adulti. Soltanto in Africa, dai 10 ai 12 milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro ogni anno. Neven Mimica, Commissario europeo per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo, ha sottolineato l’impatto potenziale del Fondo sulle famiglie di piccoli proprietari terrieri. “I piccoli proprietarti terrieri al momento non ottengono gli investimenti privati di cui necessitano. Il Fondo ABC ci aiutera’ a colmare questo gap, ad aumentare le loro possibilita’ di accesso ai capitali e di conseguenza a migliorare la vita di settecentomila famiglie”, ha concluso Mimica. “I nostri Paesi africani, caraibici e dell’area pacifica hanno riposto grandi aspettative in questo Fondo”, ha osservato poi Patrick I. Gomes, segretario generale Acp, che ha sottolineato il grande potenziale del fondo nel trasformare la vita delle comunita’ rurali povere. “Siamo impazienti di vedere il Fondo rispondere alle necessita’ delle popolazioni nelle tre aree geografiche e supportare l’implementazione del nostro nuovo approccio cosi’ da trasformare strutturalmente il settore agricolo dell’Acp – ha aggiunto – questo Fondo, il cui obiettivo e’ contribuire alla creazione di ricchezza e di posti di lavoro, in particolare per i giovani, dovrebbe permettere ai Paesi delle tre aree geografiche di ricavare maggiori rendite dalle materie prime, diversificare la produzione, e integrarsi ulteriormente nelle catene globali del valore”. La ministra per la Cooperazione allo Sviluppo e gli Affari Umanitari del Lussemburgo, Paulette Lenert, ha quindi sottolineato il ruolo fondamentale del suo governo nello sviluppo del Fondo: “Il Lussemburgo e’ stato molto attivo nel campo degli investimenti a impatto sostenibile e dei meccanismi di finanziamento innovativi – ha spiegato – come nel caso della finanza verde e inclusiva, della tracciabilita’, della misurazione dell’impegno sociale e della mobilizzazione di capitale privato per gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Un lavoro, “in linea con il Programma di Azione Addis Ababa”. Per questo “il Lussemburgo – ha concluso la ministra – e’ orgoglioso di essere stato sin dall’inizio strumentale nel realizzare questo progetto innovativo”. Scopo del Fondo ABC e’ raccogliere 200 milioni di euro nei prossimi dieci anni. Esso concedera’ prestiti a misura di piccole e medie imprese. I prestiti oscilleranno dai 20mila agli 800 mila euro. Lavorera’ attraverso istituzioni finanziarie per i prestiti dai 20 ai 200 mila euro, mentre finanziera’ direttamente quelli dai 20 0mila fino agli 800 mila. “Agra e’ felice di lavorare assieme a Ifad, Unione europea e governo del Lussemburgo su questo Fondo”, ha spiegato il presidente Agra, Agnes Kalibata, sottolineando che la sua organizzazione, da sempre impegnata nel promuovere il settore privato quale motore per l’adozione delle nuove tecnologie in Africa, andra’ avanti con il suo lavoro parallelamente a quello del Fondo. “Il Fondo e’ uno strumento unico e innovativo che concedera’ prestiti al di sotto di un milione di euro – ha sottolineato Kalibata – esattamente cio’ di cui ha bisogno la maggior parte delle piccole imprese rurali africane. Esso offrira’ servizi in precedenza inesistenti e inaccessibili a milioni di piccoli agricoltori.” Ifad e Agra lavorano entrambi nelle comunita’ rurali e opereranno a stretto contatto con l’amministrazione del Fondo in modo da identificare opportunita’ di investimento nelle piccole e medie imprese piu’ promettenti.
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