Governo, caos per caso Salvini e decretone: fari puntati sul Senato

Il tema immigrazione, con il caso della nave Diciotti e la richiesta di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini presentata dai magistrati di Catania al Senato, sara’ ancora al centro del dibattito politico della settimana che sta per iniziare. La Giunta per le immunita’ di palazzo Madama mercoledi’ scorso al termine della relazione introduttiva del presidente Maurizio Gasparri aveva deliberato di fissare un termine di sette giorni per l’audizione del ministro dell’Interno, ma la convocazione non e’ ancora arrivata. Resta la discussione tra favorevoli e contrari e la spaccatura all’interno del Movimento 5 stelle che non ha ancora annunciato una posizione ufficiale. In attesa della pubblicazione dell’analisi costi-benefici, che dovrebbe arrivare a meta’ mese, proseguira’ anche il faccia a faccia tra i due soci di maggioranza sulla Tav, dopo le dichiarazioni diametralmente opposte fatte dal leader della Lega al cantiere di Chiomonte e dal capo politico del Movimento. Proprio Luigi Di Maio lunedi’ presentera’ la prima card per ottenere il reddito di cittadinanza, la misura bandiera del Movimento 5 stelle che insieme a quota 100 nelle stesse ore iniziera’ il suo iter in Senato. Il calendario della commissione Lavoro prevede tre giorni fitti di audizioni. Da lunedi’ a mercoledi’ saranno sentiti (tra gli altri) i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni datoriali, i vertici dell’Istat, dell’Inps, della Corte dei Conti e dell’Ufficio parlamentare di bilancio oltre ai rappresentanti della Cei e del Forum del Terzo settore. Fari accesi sempre su Palazzo Madama anche sul capitolo delle riforme costituzionali. Martedi’ approdera’ infatti in Aula il ddl sulla riduzione del numero dei parlamentari, mentre la Camera sara’ impegnata con il decreto semplificazioni. Dopo il travagliato via libera del Senato, il testo – in scadenza il 12 febbraio – non dovrebbe subire modifiche nonostante i circa 600 emendamenti presentati dalle opposizioni. Restano sullo sfondo la crisi in Venezuela e la possibile uscita dal governo di Paolo Savona, il ministro per gli Affari europei che secondo indiscrezioni potrebbe assumere la presidenza della Consob.

 

 

Fonte Foto: account Twitter Senato della Repubblica