Giorni decisivi su Tav: M5S apre ma pesa nodo Parigi

Il nodo Tav e quello del caso Diciotti avranno un primo “incrocio” in una settimana piuttosto complessa per gli equilibri di governo. Anche Perché, da stasera, M5S e Lega si troveranno ad affrontare anche gli effetti del voto in Abruzzo. Nella prima parte della settimana potrebbe essere pubblicato il dossier sui costi-benefici della Torino-Lione. Dossier che volge verso un esito negativo per il proseguimento della Tav e che quindi potrebbe mettere il vicepremier Matteo Salvini nella non facile posizione di confutare l’analisi. Ad infittire ulteriormente la trama c’è lo stato dei rapporti diplomatici con il principale interlocutore dell’Italia sull’opera: quella Francia con la quale, al momento, le relazioni diplomatiche restano tormentate. Il dossier verrà consegnato a Salvini prima di essere pubblicato. Potrebbe accadere nel giro di 48 ore. Da lì in poi il governo sarà chiamato a trovare una soluzione. Forse anche per questo, il vicepremier Luigi Di Maio oggi usa parole più concilianti verso il suo alleato. “”Ho visto che in questi mesi chi scommetteva contro il governo ha sempre perso. Un accordo lo raggiungeremo”, spiega il leader del M5S. Parole che – si spiega – tuttavia non preannunciano una svolta del Movimento verso il sì all’opera. Così una soluzione temporanea potrebbe essere quella di rinviare la decisione a dopo le Europee, vero spartiacque per gli equilibri giallo-verdi. Non sarà facile. L’Europa, già nei giorni scorsi, ha infatti fatto sapere all’Italia che un ritardo ulteriore potrebbe avere effetti – negativi – sui fondi Ue destinati all’Italia per la Tav. E, sull’onda dello scontro con l’Italia, anche la Francia potrebbe alzare la voce. Anche perché, per ora, tra Roma e Parigi è impasse. Il premier Conte torna a fare asse con Di Maio “giustificando” il suo incontro con i gilet gialli e, al tempo stesso, non ha ancora alzato il telefono per chiamare il presidente francese Emmanuel Macron. Potrebbe alzarlo, al suo posto, il presidente Sergio Mattarella ma è un’ipotesi che al momento resta remota. Da un punto di vista strettamente formale, anche Macron, come Mattarella è presidente della Repubblica. Ma con compiti responsabilità totalmente diverse, essendo la Francia una Repubblica presidenziale. Ecco perché, nella prassi diplomatica, toccherebbe a Conte chiamare l’inquilino dell’Eliseo. Mercoledì la settimana del governo avrà un nuovo appuntamento delicato: tornerà riunirsi la Giunta delle Immunità sul caso Diciotti. “Non ci sarà nessun baratto” tra il no del M5S e il no alla Tav, assicura oggi Stefano Buffagni senza sbilanciarsi sul voto del Movimento in Giunta. Voto che, negli ultimi giorni, sembra virare con decisione verso il “no” all’autorizzazione ma con il rischio di una spaccatura nei 5 Stelle in Aula. Spaccatura che potrebbe allargarsi in caso di “debacle” del Movimento in Abruzzo. Con i dissidenti pronti a rinfacciare al capo politico l’esito di una linea considerata dall’ala ortodossa troppo filo-leghista. (ANSA).

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