Decretone, primo ok: da maximulte a paletti per stranieri

Via libera della Commissione Lavoro del Senato al cosiddetto Decretone che introduce il reddito di cittadinanza e quota 100 per la pensione. Un iter, quello del decreto, che ha subito molti stop provocando anche tensioni con le opposizioni. I nodi sono stati sciolti solo dopo che Lega e M5s hanno trovato un accordo, e’ stato cosi’ possibile dare il via alle votazioni dei circa 1.600 emendamenti presentati. Tra le modifiche apportate al testo uscito da Palazzo Chigi a meta’ gennaio ci sono le maxi sanzioni ai datori di lavoro che impiegano in nero i lavoratori stranieri o minori o irregolarmente i beneficiari del reddito, i paletti piu’ rigidi per l’accesso degli stranieri al reddito e il limite dei 250 km per le offerte di lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza con un figlio minore nel nucleo familiare. Lega e M5s, durante i lavori hanno prima ritirato 39 emendamenti modificando successivamente l’intenzione optando per una loro trasformazione in ordini del giorno. Saltano quindi la possibilita’ del rinnovo una sola volta per il Reddito, la non cumulabilita’ degli incentivi per le imprese con il bonus sud e l’obbligo del servizio civile di un anno per i richiedenti del reddito di cittadinanza. Via anche la possibilita’ di estendere ai beneficiari del reddito di cittadinanza le agevolazioni del bonus elettricita’, gas e acqua per i clienti in difficolta’ economica e il reddito di cittadinanza maggiorato al del 15% in caso in cui un figlio sia studente fuori sede. Via anche la possibilita’ per i datori di lavoro domestico di avere incentivi se scelgono come colf e badanti i beneficiari del reddito. Stop alla possibilita’ di riscattare gli anni di laurea a fini previdenziali con costi a scaglioni. Saltano anche alcune modifiche pensionistiche in favore delle donne come l’accredito figurativo di 3 anni per ogni figlio – a partire dal terzo – per le donne con almeno 50 anni d’eta’ e 20 di contributi e quello che mirava a prevedere quattro mesi di sconto sull’eta’ pensionabile delle mamme per ogni figlio (per un massimo di 12 mesi). Arriveranno alla Camera invece le novita’ per le famiglie numerose con disabili (se si troveranno le coperture). L’approdo del testo in Aula a Palazzo Madama e’ fissato per lunedi’, il decreto scade il 29 marzo.

Ecco in dettaglio le misure approvate:

REDDITO, MAXI SANZIONI A CHI IMPIEGA IN NERO BENEFICIARI Estese le maxi sanzioni previste per i datori di lavoro che impiegano in nero lavoratori stranieri o minori anche per l’impiego irregolare di beneficiari di reddito di cittadinanza.

REDDITO, STRETTA SU FINTI DIVORZI Se la separazione o il divorzio e’ avvenuta successivamente alla data del 1 settembre 2019, per poter ottenere il reddito di cittadinanza il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale.

REDDITO, REVOCA BONUS A DATORE DI LAVORO CHE LICENZIA NEI 36 MESI Nel caso di licenziamento del beneficiario del Reddito di cittadinanza effettuato nei trentasei mesi successivi all’assunzione, il datore di lavoro e’ tenuto alla restituzione dell’incentivo fruito maggiorato delle sanzioni civili, salvo che il licenziamento avvenga per giusta causa o per giustificato motivo.

DOMANDE PENSIONE CITTADINANZA ANCHE AI PATRONATI Le richieste per la pensione di cittadinanza potranno essere presentate anche ai patronati.

REDDITO, ASSICURAZIONI INAIL NON A CARICO COMUNI Le assicurazioni Inail contro gli infortuni per i beneficiari del reddito di cittadinanza che svolgono servizi sociali non siano a carico dei Comuni ma del fondo che finanzia il Reddito.

STOP REDDITO ANCHE PER CO.CO.CO NON REGOLARI Il reddito di cittadinanza sara’ revocato a chi ha un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per il quale non siano state inviate le comunicazioni obbligatorie da parte del datore di lavoro. La decadenza del beneficio era gia’ prevista per i lavoratori dipendenti e autonomi in caso di assenza di comunicazioni obbligatorie.

REDDITO, NO INCENTIVI A DATORI NON IN REGOLA CON QUOTE DISABILI Gli incentivi per chi assume beneficiari di reddito di cittadinanza non spetteranno ai datori di lavoro che non rispettano le quote di assunzione dei lavoratori con disabilita’ appartenenti alle categorie protette a meno che non assumano percettori del beneficio appartenenti alle medesime liste.

CON DIMISSIONI SI PERDE REDDITO MA BENEFICIO RESTA A FAMIGLIA Non avra’ diritto al reddito di cittadinanza solo il componente del nucleo familiare disoccupato a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

PALETTI PIU’ RIGIDI PER REDDITO A STRANIERI I cittadini di Stati non appartenenti alla Ue devono produrre “apposita certificazione rilasciata dalla competente autorita’ dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’Autorita’ consolare italiana” per comprovare la composizione del nucleo familiare. Queste disposizioni non si applicano nei confronti dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico.

OFFERTE LAVORO ENTRO 250 KM CON FIGLI MINORI, 100 KM CON DISABILI I beneficiari del reddito di cittadinanza con un figlio minore nel nucleo, anche in caso di coppia separata, possono ricevere offerte di lavoro in un massimo di 250 chilometri, anziche’ tutta Italia, nei primi 24 mesi di fruizione del beneficio o in caso di rinnovo. Il limite scende a 100 chilometri in caso di familiari di persone disabili.

DISABILI POTRANNO DARE DISPONIBILITA’ A LAVORARE I disabili, anche se esentati dagli obblighi di ricerca del lavoro previsti per i beneficiari del reddito, possono manifestare la loro disponibilita’ al lavoro.

PRECEDENZA A PRECARI SCUOLA IN CONCORSI Per fronteggiare gli effetti della pensione con quota 100, nei futuri concorsi della scuola avranno precedenza i docenti che hanno maturato piu’ esperienza. Nelle graduatorie di merito i titoli varranno il 40% del punteggio complessivo. Tra i titoli valutabili e’ particolarmente valorizzato il servizio svolto presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, al quale e’ attribuito un punteggio fino al 50 per cento del punteggio attribuibile ai titoli.

ANTICIPO TFS ANCHE PER STATALI GIA’ IN PENSIONE Potra’ presentare richiesta di finanziamento alle banche o agli intermediari finanziari per la liquidazione dell’indennita’ di fine servizio anche chi e’ andato in pensione prima della data di entrata in vigore del decreto.

TFS ENTRO 90 GIORNI A CHI RINUNCIA A DETASSAZIONE I dipendenti delle Amministrazioni dello Stato e degli Enti pubblici, che mantengono il trattamento di fine servizio presso il proprio bilancio, possono ottenere l’erogazione del Tfs entro novanta giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro rinunciando alla detassazione introdotta dal Decretone per i ritardi nell’erogazione della liquidazione.

PENSIONE SOSPESA A LATITANTI ED EVASI Sospensione della pensione ai soggetti condannati a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per i reati con finalita’ terroristiche e di stampo mafioso, ai latitanti o agli evasi. La proposta di modifica prevede la sospensione del “pagamento dei trattamenti previdenziali di vecchiaia e anticipata erogati dagli enti di previdenza obbligatoria”.