Reddito di cittadinanza: stop dopo un anno se si rifiuta offerta di lavoro

Ultime limature da parte del governo al testo contenente la riforma delle pensioni con quota 100 e il reddito di cittadinanza, prima del varo in Consiglio dei ministri. “Giovedi’ in Consiglio dei ministri arrivera’ l’approvazione definitiva del reddito di cittadinanza”, ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio aggiungendo che “le imprese che assumeranno chi beneficia del reddito di cittadinanza avranno sgravi fiscali fino a 18 mesi”. Il ministro del Lavoro ha poi sottolineato: “Nel decreto sul reddito di cittadinanza taglieremo anche le pensioni dei sindacalisti, la fine dell’inizio”. Tra le novita’ che emergono dalle ultime bozze c’e’ lo stop al reddito dopo un anno se non si accetta un’offerta congrua. Dopo un anno se il beneficiario del reddito di cittadinanza rifiuta un’offerta “congrua di lavoro” perdera’ il diritto, prevede il decreto in cui si spiega che “decade dal reddito di cittadinanza chi rifiuta un’offerta di lavoro congrua, dopo averne gia’ rifiutate due, ovvero, indipendentemente, dal numero di offerte precedentemente ricevute, rifiuta una offerta congrua dopo il dodicesimo mese di fruizione del beneficio”. Previsto poi un ruolo attivo dell’Inps nella ricerca degli aventi diritto. “L’Inps e’ autorizzato ad inviare comunicazioni informative mirate sul reddito di cittadinanza ai nuclei familiari che a seguito dell’attestazione dell’Isee presentino valori dell’indicatore o di sue componenti compatibili” con i criteri per riceverlo, spiega la bozza. Nel provvedimento infine ci saranno “misure non monetarie ad integrazione del reddito di cittadinanza, quali misure agevolative per l’utilizzo di trasporti pubblici, di sostegno alla casa, all’istruzione e alla tutela della salute”.