Papa Francesco: “La vita umana oggi è violata in modi brutali”

“La relazione tra l’uomo e la donna costituisce il luogo eminente in cui l’intera creazione diventa interlocutrice di Dio e testimone del suo amore. La famiglia umana è una comunità di origine e di destinazione. In questo nostro tempo, la Chiesa è chiamata a rilanciare con forza l’umanesimo della vita che erompe da questa passione di Dio per la creatura umana. L’impegno a comprendere, promuovere e difendere la vita di ogni essere umano prende slancio da questo incondizionato amore di Dio”. Lo scrive il Papa, nella lettera inviata a Monsignor Vincenzo Paglia in occasione del XXV anniversario della fondazione della Pontificia Accademia per la Vita.

Oggi – rileva Francesco – “la passione per l’umano, per l’intera umanità, è in grave difficoltà. Le gioie delle relazioni familiari e della convivenza sociale appaiono profondamente logorate. La diffidenza reciproca dei singoli e dei popoli si nutre di una smodata ricerca del proprio interesse e di una competizione esasperata, che non rifugge dalla violenza”.

Secondo il Pontefice “questa emergenza rivela un paradosso: come è potuto accadere che, proprio nel momento della storia del mondo in cui le risorse economiche e tecnologiche disponibili ci consentirebbero di prenderci sufficientemente cura della casa comune e della famiglia umana, vengono le nostre divisioni più aggressive e i nostri incubi peggiori? La tendenza ad anestetizzare questo profondo disagio, attraverso una cieca rincorsa al godimento materiale, produce la malinconia di una vita che non trova destinazione all’altezza della sua qualità spirituale. Dobbiamo riconoscerlo: gli uomini e le donne del nostro tempo sono spesso demoralizzati e disorientati, senza visione. Il sistema del denaro e l’ideologia del consumo selezionano i nostri bisogni e manipolano i nostri sogni, senza alcun riguardo per la bellezza della vita condivisa e per l’abitabilità della casa comune”.

Come cristiani dunque siamo chiamati a “reagire agli spiriti negativi che fomentano la divisione, l’indifferenza, l’ostilità, prima che sia troppo tardi. Una nuova prospettiva etica universale, attenta ai temi del creato e della vita umana, è l’obiettivo al quale dobbiamo puntare sul piano culturale. Non possiamo continuare sulla strada dell’errore perseguito in tanti decenni di decostruzione dell’umanesimo, dobbiamo contrastare una simile ideologia”.

Richiamandosi a Giovanni Paolo II, Papa Francesco ripete che “tutte le vie della Chiesa conducono all’uomo. La Chiesa ospita e custodisce i segni della benedizione e della misericordia che sono destinati da Dio per ogni essere umano che viene in questo mondo”.

Di fronte a tutto questo l’Accademia nei suoi 25 anni ha lavorato “per la promozione e la tutela della vita umana in tutto l’arco del suo svolgersi, la denuncia dell’aborto e della soppressione del malato come mali gravissimi, che contraddicono lo Spirito della vita e ci fanno sprofondare nell’anti-cultura della morte. Su questa linea occorre certamente continuare, con attenzione ad altre provocazioni che la congiuntura contemporanea offre per la maturazione della fede, per una sua più profonda comprensione e per più adeguata comunicazione agli uomini di oggi”.

Nel futuro – propone Papa Francesco – “dobbiamo abitare la lingua e le storie degli uomini e delle donne del nostro tempo, inserendo l’annuncio evangelico nell’esperienza concreta. Si eviterà così di ridurre la vita o a un concetto solamente biologico o a un universale astratto dalle relazioni e dalla storia”.

Oggi – denuncia il Pontefice – la “vita umana è violata in modi brutali non solo da comportamenti individuali, ma anche dagli effetti di scelte e di assetti strutturali. L’organizzazione del profitto e il ritmo di sviluppo delle tecnologie offrono inedite possibilità di condizionare la ricerca biomedica, l’orientamento educativo, la selezione dei bisogni,la qualità umana dei legami. La prospettiva della bioetica globale costituisce una notevole opportunità per approfondire la nuova alleanza del Vangelo e della creazione”.

Le “trasformazioni epocali” che stiamo vivendo – conclude il Papa – vanno orientate “al servizio della persona umana, rispettando e promuovendo la sua intrinseca dignità“. (ACI STAMPA)