Fatturazione elettronica: ecco come funziona all’estero

 L’Italia ce l’ha fatta e l’ha spuntata sulla fatturazione elettronica: e’ riuscita a livello europeo a permettere che venga ampliato l’obbligo della fatturazione elettronica anche per le relazioni con i soggetti non per forza a partita Iva, ma con codice fiscale.
Attualmente, in Europa, la normativa presenta un quadro abbastanza disomogeneo: gli altri Paesi dell’Unione Europea non prevedono infatti alcun obbligo di fatturazione elettronica, oppure esso e’ limitato alle operazioni nei confronti della pubblica amministrazione (dal 2015 in Italia la fatturazione elettronica e’ diventata obbligatoria per tutti i fornitori della Pubblica Amministrazione). Si tratta dei cosiddetti pagamenti B2B: la Francia applica la fatturazione elettronica solo alle grandi imprese mentre Danimarca, Austria e Spagna in modo piu’ completo. In realta’, il nostro Paese e’ stato pero’ preceduto dal Portogallo (nel 2012), che ha introdotto la e-fattura per tutte le transazioni, e per il quale, secondo le analisi della commissione Ue, in questo modo il paese e’ riuscito a uscire dalla crisi finanziaria 2008-2012.
Generalmente, i paesi europei o non hanno nessun obbligo particolare di fatturazione elettronica, oppure hanno introdotto (per lo piu’ negli ultimi anni), un obbligo limitato alle operazioni nei confronti della pubblica amministrazione. La legislazione europea prevede che la fatturazione elettronica, in tutti i paesi, debba essere considerata un’opzione. L’unico obbligo e’ previsto per gli appalti pubblici. Per introdurre l’obbligo, bisogna quindi chiedere una specifica deroga a Bruxelles (concessa all’Italia in vista del 2019). Nel resto del mondo, in America Latina i tre paesi pionieri sono Cile, Messico e Brasile. Non solo la fatturazione elettronica ha una diffusione di massa, ma sono previsti controlli anche per tutti i pagamenti fatti dalle imprese. La fatturazione elettronica e’ obbligatoria anche in Argentina e in Peru’, la Colombia la introdurra’ a partire dal 2019. Gli Stati Uniti sentono meno l’esigenza di digitalizzazione della fattura che non e’ un documento necessario per liquidare l’imposta indiretta (che non e’ l’IVA, ma una sales tax).
Nel 2018 e’ comunque iniziato l’obbligo per le operazioni verso l’amministrazione pubblica. In Asia la Cina sta iniziando a imporla cosi’ come in Indonesia. Ricorrono piu’ spesso Singapore, Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud. In Russia e Turchia, la fatturazione elettronica e’ un optional. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, e’ la Finlandia invece ad utilizzare maggiormente la fatturazione elettronica (oltre il 20% delle fatture scambiate), seguita dalla Spagna (10%) e la Germania (5%). L’Italia, sottolinea l’Osservatorio, e’ il primo Paese che e’ andato al di la’ dell’obbligo verso la sola Pubblica Amministrazione, estendendolo dal 2019 anche a tutte le transazioni tra privati (B2B), tanto che ha dovuto chiedere una deroga all’Europa per applicare tale normativa.