Elezioni Regionali in Sardegna, confronto a 6 a Cagliari: ecco le proposte dei candidati

Massimo Zedda, candidato presidente per il centrosinistra alle elezioni regionali, previste in Sardegna il prossimo 24 febbraio, conta di replicare le iniziative meglio riuscite avviate nella sua Cagliari e di estenderle a tutta la Sardegna. Il candidato di Autodeterminatzione, Andrea Murgia, crede, invece, che si debba risolvere l’grave emergenza che affligge il mondo agropastorale, mentre Christian Solinas, sostenuto dalla coalizione di centrodestra, punta a dare una discontinuita’ a tutto cio’ che di negativo e’ stato fatto nella legislatura regionale ormai quasi agli sgoccioli. Ines Pisano (La Sardegna di Ines Pisano) vorrebbe mettere le proprie competenze a disposizione dei sardi, mentre Paolo Maninchedda (Partito dei sardi) intende cambiare l’isola proponendo una rivoluzione intelligente. Per Mauro Pili (Sardi liberi), infine, si dovrebbe liberare la Sardegna dai vincoli che le impediscono di crescere ed evolversi. Sono questi i punti cardine al centro degli appelli che sono stati lanciati stamane a Cagliari, durante il confronto pubblico promosso nella chiesa di Santa Restituta dalla Pastorale sarda diocesana del lavoro, dai candidati alla carica di presidente alle prossime elezioni regionali del 24 febbraio prossimo. Il confronto e’ stato introdotto da un intervento dell’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio. Unico assente, perche’ impegnato per la visita del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, e’ stato Francesco Desogus (Movimento 5 stelle). I candidati hanno avuto tre minuti di tempo ciascuno, per rispondere a ognuna delle otto domande, uguali per tutti gli aspiranti alla carica di presidente, che sono rivolte da otto giovani, ragazze e ragazzi. Ai candidati e’ stato chiesto in che modo sara’ possibile attuare modelli di sviluppo efficaci, ma anche come pensano di realizzare politiche di sostegno per chi e’ in difficolta’ e per le famiglie. Tra i quesiti, anche quelli sugli eventuali strumenti che potranno mettere in campo per incentivare l’occupazione e per evitare lo spopolamento delle zone interne. Non sono mancate le domande sulla sanita’ e su come potra’ essere attivato un piano di sviluppo per il rilancio della Sardegna. “Chiedo ai sardi di darmi un sostegno – ha detto Zedda – innanzitutto, per un’attenzione che metteremo sullo sviluppo nell’ambito dei tanti settori che possono ancora generare occasioni di lavoro. Lo chiedo perche’ alcune cose che sono state fatte nella citta’ di Cagliari possano essere replicate nel resto della Sardegna per generare diffuso benessere su tutto il territorio”. Andrea Murgia (Autodeterminatzione) ha preferito catalizzare l’attenzione sul mondo agropastorale: “I pastori stanno pagando il latte a 60 centesimi al litro e la burocrazia sta bloccando le misure del piano di sviluppo rurale. Si tratta di un settore profondamente in crisi, che rappresenta l’ossatura delle zone interne della Sardegna. E’ un problema che dovra’ essere risolto nei primi venti giorni di governo”. Solinas (centrodestra) invita i sardi a votare lui e la sua coalizione perche’ propone “una discontinuita’ netta rispetto ai disastri degli ultimi cinque anni, dalla sanita’ agli enti locali, dal lavoro al turismo, fino all’agricoltura”. “Non si puo’ piu’ tollerare che in sanita’ ci siano liste d’attesa come queste attuali”, ha detto il senatore eletto con la Lega e segretario del Psd’Az, “e che, per quanto riguarda il latte, il prezzo sia nuovamente inferiore a quello all’acqua minerale. Tutto questo deve essere cambiato”. La candidata indipendente Pisano premette che non necessariamente dovra’ essere lei a diventare presidente della Regione, ma precisa che “sicuramente competenze come la mia sono assolutamente necessarie: saro’ contenta se ci sara’ qualcuno che riterra’, come me, di mettersi a disposizione per fare qualcosa negli interessi della Sardegna e non per le logiche di interessi clientelari”. Maninchedda (PdS) e’ dell’idea che i sardi dovrebbero votare per lui perche’ “dovrebbero essersi convinti che in Sardegna per cambiare qualcosa bisognerebbe cambiare tutto”. “Si dovrebbe partire da una rivoluzione intelligente che significa cambiare l’ordine dei poteri in Sardegna”, ha detto l’ex assessore regionale ai Lavori pubblici. “Perche’ ora abbiamo i poteri superflui e non quelli che ci servono”. L’ex deputato ed ex presidente della Regione Pili (Sardi Liberi) si e’ rivolto ai suoi potenziali elettori dicendo che “l’unica strada per la liberta’ della Sardegna e’ quella senza condizionamenti ideologici degli affaristi”. “Al centrodestra al centrosinistra e ai 5 Stelle sono legati i piu’ grandi potentati economici dei trasporti e dell’energia”, ha sostenuto Pili. “Bisogna rompere queste catene e l’unica possibilita’ e’ che puo’ farlo una coalizione di persone libere”.