Campania, successo per AMI: visita i musei 3.0 con app e videogiochi

Il progetto AMI (Advanced Modalities of Interaction) approvato e cofinanziato dal MISE punta a creare un nuovo modello di promozione degli spazi museali che coinvolge gli utenti grazie al divertimento e alle nuove tecnologie.
Responsabile scientifico del progetto è il dottor Francesco Piccialli e i partners sono Naos Consulting srl, Conform e DSU – Dipartimento degli Studi Umanistici, Università degli Studi di Napoli FEDERICO II.

Il progetto AMI attraverso un approccio multi-disciplinare, mira a disegnare un nuovo modello di spazio museale denominato Museo 3.0, dove arte, tecnologia, nuovi modelli di interazione ed innovative tecniche di comunicazione supportano il processo di trasformazione dei musei tradizionali. Un Museo 3.0 rappresenta un’idea di museo connesso, reale, moderno e social. Un Museo 3.0 ha come focus il miglioramento dell’accessibilità culturale avvalendosi degli strumenti offerti dal web – social in primis. Attraverso tecniche innovative di comunicazione il Museo 3.0 sarà in grado di attivare nuovi processi di trasmissione culturale, mediante il supporto tecnologico e la trasmissione culturale al visitatore, sia esperto che profano, con la finalità di rendere il pubblico partecipativo all’offerta culturale. Tale offerta culturale avverrà su differenti livelli, dal più elementare a quello più avanzato, al fine di permettere coinvolgimento ed interazione con una platea di utenti sempre più ampia e sempre più affamata di sapere, di contenuti, di tecnologia.

La finalità del progetto è costruire un Museo 3.0 attraverso interventi innovativi basati su servizi ed infrastrutture tecnologiche e sociali che vedono come aspetti di interesse dei Beni Culturali i “Musei Intelligenti”, ovvero spazi in cui le persone vengono messe a contatto con una realtà fatta di oggetti capaci di suscitare interesse ed emozione, perché ne viene offerta una percezione diretta o una loro conoscenza o una combinazione di percezione e conoscenza.

L’arduo compito di rendere il progetto quanto più interattivo e interessante possibile sfruttando videogiochigamificationopere audiovisiveapplicazioni mobile e tante altre soluzioni di engagement, è riuscito benissimo ed è davvero un successone.
I dimostratori del progetto sono: il Museo Civico Gaetano Filangieri (Napoli), la Fondazione Circolo Artistico Politecnico (Napoli), e i borghi irpini Morra de Sanctis e Torella dei Lombardi.
Alcuni prodotti realizzati:
– Sito profilato di Progetto (https://www.amiproject.it/) come piattaforma che consente tutti gli output prodotti e che, grazie alla combinazione di Google Analytics, Pixel di Facebook, Implementazione SEO e Sezioni pensate per attirare i diversi profili (AmiKids per i genitori e le Scuole, AmiTech per gli appassionati di tecnologia ecc.), può fornire una panoramica sui contenuti più fruiti e sulla tipologia di pubblico.
– Caccia al Tesoro in Realtà Aumentata per iOS Android che consente al visitatore, grazie alla Realtà Aumentata e alla CG, di vivere da protagonista una caccia al tesoro ambientata in una location museale. L’idea nasce dall’esigenza di dare all’utente la possibilità di scoprire in modo innovativo il luogo e apprendere contenuti in modo divertente grazie al gioco. Il fruitore, infatti, può immergersi all’interno dell’esperienza risolvendo enigmi le cui soluzioni saranno opere presenti all’interno del museo prescelto che, una volta inquadrate, prenderanno vita grazie all’AR. Dopo aver scaricato l’applicazione sul proprio device il fruitore potrà scegliere il suo profilo tra i quattro presenti (bambino, adolescente, adulto o esperto): la difficoltà degli enigmi e il lessico dell’esperienza sono stati sviluppati e differenziati secondo i modelli di profilazione.
– Visual Novel, videogioco per PC che permette al giocatore di vivere un’affascinante storia d’amore e di corteggiamento che utilizza, come ambientazione, i quattro dimostratori del progetto AMI e nella quale può scegliere cosa dire o fare nei diversi bivi narrativi (il genere nasce come dating simulator), per arrivare alla fine della storia ad imparare alcune curiosità e nozioni grazie alle quali potrà raggiungere, o meno, l’obiettivo del suo romantico appuntamento. Grazie alla Gallery inoltre il gioco mostra le bellezze delle location, promuovendole in toto.
– Quattro MiniGame per bambini, che attraverso dinamiche di gioco note come il Memory, il Colorbook, il Puzzle e il Sequence, e sfruttando il linguaggio responsive e il collegamento tra reale e digitale, consentono ai bambini di colorare, giocare, memorizzare e comporre puzzle, allenando la memoria sensibile e imparando nozioni sui quattro dimostratori sul proprio PC o su smartphone e tablet. Questi prodotti inoltre, sono stati pensati anche per le attività nelle scuole e per consentire ai più giovani di poter vivere il museo anche come forma di entertainment.
– Contest che, attraverso dinamiche social e di gamification, crea engagement e socializzazione tramite una serie di missioni legate ai diversi prodotti e al mondo del social networking.
– Due giochi da Tavolo (cliccando sul link si scarica quello del Filangieri), basati sul gioco dell’Oca e sul Trivia che, dopo una visita guidata magari di scolaresche, consentono ai visitatori di mettere alla prova la loro conoscenza.  Un’altra particolarità del prodotto è stata quella di creare, per le domande sulle opere, un’App di realtà aumentata (che trova sugli Store iOS e Android cercando MediAR o cliccando a questi link – Android – iOS) che, inquadrando le carte con i tag, mostra ai giocatori le opere oggetto delle domande.
Oltre che:
– Scan3D