Boscoreale: la scuola Cangemi ricorda la Shoah

Il treno è quello che arriva sul binario morto di Auschwitz. Alla guida la foto di Hitler, l’uomo che conduceva alla morte, tra i passeggeri l’immagine di Anna Frank. Parte un video con una canzone. “Gam-Gam-Gam Ki Elekh/ Be-Beghe Tzalmavet/ Lo-Lo-Lo Ira Ra/ Ki Atta Immadì/ Shivtekhà umishantekhà / Hema-Hema yenakamuni” è il salmo 23 che cantavano i bambini ebrei nel campo di concentramento.

Ricordano così la Shoah gli alunni dell’istituto comprensivo 1° Cangemi di Boscoreale al Teatro Minerva. Le classi della scuola secondaria e le quinte della primaria uniscono le rotaie dei binari che portano ad Auschwitz, raccontando i volti e le storie di una tragedia. Il passato che non hanno vissuto e il futuro che rappresentano. I ragazzini di oggi che raccontano i bambini di ieri, tra video, canzoni e racconti. Tutti sul palco, senza alcuna selezione, perché il ricordo vada trasmesso non solo a chi sa recitare, cantare, ballare o è un bravo studente, ma a indistintamente a chi può trasmetterlo. Il lavoro degli insegnanti è stato faticoso, estenuante, svolto in brevissimo tempo, ma la rappresentazione è risultata emozionante.

La più grande tragedia dell’umanità vista con gli occhi dei ragazzini che raccontano la Shoah e guidano gli adulti e i coetanei in un viaggio nella storia. Dalle leggi razziali, volute in Italia dai Savoia, al ritorno a casa dei pochi bambini sopravvissuti. Anni di buio e terrore. Il legame con gli affetti più cari che si spezza, il dolore di chi va incontro alla morte e quello dei sopravvissuti. Bambini che si nascondono sotto il telo della paura e della disperazione durante i rastrellamenti prima del loro ultimo viaggio verso la loro morte terribile e prematura che li attende appena arrivati nell’inferno di Auschwitz, ma gli alunni raccontano anche la salvezza dei pochi sopravvissuti, pure di quelli che non sono diventati vittime degli esperimenti. In tutto si sono salvati 50 bambini su 200mila: il numero viene sottolineato in due occasioni, per non dimenticarlo. Un parallelismo tra quei bambini di ieri e i ragazzi di oggi che si ripete nelle due ore di spettacolo dove ai genitori viene giù qualche inevitabile lacrima, ma dove i ragazzi protagonisti ne escono con la parola Rispetto nel cuore. Un’opera che fa riflettere quella messa in scena dagli alunni Cangemi per il “Giorno della Memoria”, perché i ragazzi di oggi siano portatori di un messaggio che non deve andare disperso, perché l’orrore non si ripeta.

Il sindaco di Boscoreale, Antonio Diplomatico, presente alla manifestazione, saluta ricordando come i crimini contro l’umanità siano stati, tutti indistintamente, delle ferite nella storia. Al termine la dirigente scolastica Carmen Guarracino ne approfitta per lanciare un messaggio di integrazione. La componente dei genitori è degnamente rappresentata dai consiglieri Oreste Mancini e Luigia Mase, ma i grandi protagonisti, insieme agli alunni, sono gli insegnanti. Per i professori Raffaella Nives Amato, che ha coordinato il progetto, Annalisa Ranieri, Carolina D’Auria, Enrico Vicinanza, Maria Longobardi, Carmela Izzo e Giuseppe Tarantino l’applauso è d’obbligo, ma per le emozioni che hanno saputo trasmettere tutti avrebbero voluto abbracciarli. “Chiunque è felice, renderà felice anche gli altri” scriveva Anna Frank nel 1945 e come ha ricordato la preside Guarracino il cancello di Auschwitz è stato solo uno dei tanti da abbattere in una scuola che non deve innalzare muri ma spianare il terreno.