Anticorruzione, Pd all’attacco: norme ‘salva Lega’

Pd all’attacco del governo sul ddl Anticorruzione. Secondo alcune ricostruzioni di stampa, nella legge Anticorruzione sarebbe stata inserita una norma che derubrica il peculato a indebita percezione, abbassando sia le pene che i tempi di prescrizione del reato. Norma, sostengono i dem, inserita nel provvedimento su misura per offrire un salvacondotto ad esponenti di punta della Lega indagati per la vicenda delle ‘spese pazze’ nelle Regioni. Ma il governo contrattacca: “La questione non esiste, si tratta di fattispecie giuridicamente diverse, quindi non cambierà nulla per chi è accusato di peculato”, dice ai suoi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Con la scusa del combattere la corruzione hanno fatto passare un codicillo che permetterà agli ex consiglieri regionali già condannati non in via definitiva per i rimborsi di salvarsi”, tuona Matteo Renzi, secondo cui “il decreto Bonafede tanto sbandierato da Di Maio, Di Battista e tutta la redazione de Il Fatto Quotidiano ottiene l’obiettivo opposto di salvare la pelle ai politici condannati per peculato. Nel giro di un anno i grillini sono passati da ‘onestà!’ alle leggi ad personam, ad un vero e proprio Salva Lega. Come si cambia per non andare a casa…”. E se Carmelo Miceli chiede le dimissioni del Guardasigilli, Alessia Morani parla di legge Anticorruzione “diventata spazza condanne per la Lega. Une vera vergogna che svela definitivamente l’inganno del M5s come partito ‘dell’onestà'”. Ma da Via Arenula non ci stanno. “Si tratta di “fattispecie diverse. In una legge che irrigidisce tutto il quadro sanzionatorio non ci sono certo scappatoie per chi ruba soldi pubblici”, dice Bonafede ai suoi. E Francesco Urraro di M5S puntualizza: “La nuova norma cambierà la percezione culturale di questo reato e nulla cambia per chi è accusato di peculato”.