Acto Campania, in campo contro il tumore ovarico la guerriera Mirosa Magnotti: “Questa partita la vinciamo noi”

Mirosa Magnotti è una ex giocatrice di pallacanestro, ha dovuto combattere la partita più difficile della sua vita contro un tumore all’ovaio in stadio avanzato. Dopo un intervento, 22 chemioterapie ed una recidiva, Mirosa continua a combattere ed oggi è presidente dell’associazione Acto Campania, e ribadisce che con spirito di squadre si combatte il cancro.

Chi è Mirosa Magnotti?

 Ho 56 anni appena compiuti, un marito e tre figlie, insegno Lingue e sono socia dal 2003 di una agenzia di comunicazione che organizza eventi e convegni.  Ho giocato a pallacanestro da quando avevo 11 anni, sono arrivata in serie A con l’Avellino: una squadra fantastica, che ha conquistato tanti trofei. Quando stava per fallire, nel 2004, l’ho rilevata con altre compagne e abbiamo continuato i campionati nazionali fino al 2012 creando un vivaio promettente. Posso dirlo: sono una donna dalle mille risorse, anche se il destino mi ha messo a dura prova. Nel mese di aprile del 2016 mi è stato diagnosticato un cancro dell’ovaio a uno stadio avanzato. Un fulmine a ciel sereno che mi ha cambiato completamente la vita.Ho perso mia mamma per un carcinoma al seno quindi ho sempre fatto prevenzione. Ma all’improvviso un dolore all’ovaio mi insospettisce e un’ecografia conferma dubbi e paure. Uno dopo l’altro, si susseguono l’intervento e ben 22 chemioterapie. Le sofferenze sono tante, fisiche e psicologiche, difficili da descrivere. Dopo una prima fase di cura molto aggressiva, ho continuato con una chemioterapia più leggera e finalmente cominciavo a sentirmi meglio e a sperare in un futuro più sereno e con grande gioia ricrescevano anche i capelli, che ho sempre portato molto lunghi. Purtroppo sono stati solo sei mesi di tranquillità, libera dalla malattia, ma all’improvviso un nuovo shock: una recidiva non operabile, sviluppatasi nel giro di pochissimo tempo nonostante i serrati controlli di routine, mi riporta in chemioterapia, ancora in corso.

Quali sono i progetti e la mission di Acto?

Sono il presidente di Acto Campania costituita ad aprile del 2018. Acto Onlus è la prima associazione nazionale di pazienti impegnata dal 2010 nell’assistenza e nel sostegno alle donne colpite da tumore ovarico. Siamo nati per abbattere il muro di silenzio che per troppi anni ha circondato questa malattia. Siamo nati per farla conoscere, per indirizzare le donne ai centri di cura specializzati, per promuovere l’accesso alle terapie innovative, al test genetico per l’individuazione della mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 e a tutte le forme di prevenzione oggi disponibili, per sostenere la ricerca scientifica. Il nostro obiettivo è riuscire ad ottenere che anche in Campania si effettuino i test genetici gratuitamente come accade in altre regioni. Nei mesi successivi continuerò con corsi ECM, “Acto Campania Incontra” per formare ed informare i medici.

Come combattere e sconfiggere il tumore ovarico?

Voglio aiutare le donne a non vivere la battaglia da sole e con vergogna. L’input me l’ha dato il Professor Sandro Pignata, direttore di Oncologia Uro-Ginecologica all’Istituto Nazionale Tumori di Napoli e ricercatore AIRC, che mi sta curando splendidamente e mi ha convinto a buttarmi in questa impresa che avevo in mente da un po’. Così, con Acto Campania, facciamo informazione e prevenzione, due armi cruciali per questa lotta. Molte donne, sensibilizzate a effettuare esami e visite per l’individuazione precoce del tumore, potrebbero sopravvivere in misura maggiore rispetto a quanto finora si è potuto fare. Nella lotta al tumore ovarico l’informazione è fondamentale. Inoltre, a differenza di altre forme tumorali, come quelle al seno e all’utero, dove sono disponibili strumenti di prevenzione efficaci, nel carcinoma alle ovaie l’unica prevenzione possibile è l’informazione.

Organizza giornate di sensibilizzazione e anche di prevenzione per le donne contro il tumore ovarico, ci vorrebbe più attenzione mediatica a suo avviso?

 Da quando è nata Acto Campania ho cercato di dare grande visibilità a questa problematica così poco conosciuta anche dalle stesse donne che ancora oggi confondono il cancro dell’ovaio con quello dell’utero, organizzando tanti eventi anche di formazione e informazione per gli stessi medici. In particolare, credo che una maggiore attenzione mediatica al famoso test genetico BRCA1 e BRCA2, attraverso il quale è possibile rilevare con molto anticipo la predisposizione all’insorgenza del cancro, potrebbe accendere l’attenzione delle donne sull’argomento e molte di loro si potrebbero salvarefacendo una prevenzione più efficacie e tempestiva.

Da Presidente di Acto Campania, dopo aver organizzato negli ultimi tempi eventi e corsi di successo e con grande affluenza, quali sono i suoi obiettivi futuri?

Il mio prossimo impegno, entro marzo, sarà l’organizzazione di un evento insieme ad altre associazioni di settore con le istituzioni della Regione Campania, per sollecitare l’avvio della Rete Oncologica Campana, come è già avvenuto in altre regioni, in particolar modo con la possibilità per tutte le donne di accedere al PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) del tumore all’ovaio e soprattutto al PDTA dei tumori eredo-familiari. Il nostro obiettivo è riuscire ad ottenere che anche in Campania, come accade in altre parti d’Italia, si effettuino gratuitamente i test genetici e tutti gli esami preventivi che i parenti sani delle donne mutate devono effettuare regolarmente.  Nei mesi successivi continuerò con corsi ECM, “Acto Campania Incontra” per formare ed informare i medici, oltre che programmare iniziative per la Giornata Mondiale Sul Cancro Ovarico che presto divulgherò.