Napoli, in 400 per il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio: oltre 300 i volontari. Presente il cardinale Sepe – FOTO

Pranzo a Napoli per 400 poveri ed il coinvolgimento di oltre 300 volontari nella Basilica dei SS. Severino e Sossio nel centro storico: è questo il Natale di solidarietà della Comunità di Sant’Egidio. Anziani soli, senza fissa dimora, profughi, disabili, rom, mendicanti e gente che vive in solitudine hanno trovato una famiglia più larga attorno a cui stringersi. La Comunità di Sant’Egidio ormai da 50 anni sempre vicina alle persone bisognose e in difficoltà.

“E così la grande chiesa è diventata la grotta di Betlemme dove tanti feriti della vita hanno trovato rifugio e il calore dell’amicizia dei volontari” dice Antonio Mattone, portavoce della Comunità di Sant’Egidio. L’invito al pranzo è stata una buona notizia che ha dato dignità a chi lo ha ricevuto, si evidenzia, e tutti sono stati chiamati per nome e ciascuno ha avuto un posto e un regalo. Il segno di un’amicizia che dura tutto l’anno con tanti incontri per chi è solo e senza prospettive.

“Il Natale ci parla di una famiglia che non ha trovato posto e noi vogliamo pensare a tutti quelli che non hanno posto nella nostra città – aggiunge Mattone – chi ha perso la casa, chi vive per strada, gli anziani andati via da casa propria e finiti negli ospizi, i rom che vivono nei campi al freddo e senza servizi. I poveri sono sempre più in aumento ma sono davvero poche le risposte che vengono fornite a chi vive un momento difficile della vita”.

Al pranzo, anche quest’anno, ha partecipato il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che si è seduto a tavola assieme agli anziani, agli stranieri e ai due disabili che proprio lui ha sposato qualche mese fa. Sepe ringrazia la Comunità di Sant’Egidio per tutto quello che fa per le persone in difficoltà, augurando che “il sentimento di fratellanza vissuto oggi, deve essere provato tutti gli altri giorni”. “Che Dio benedica tutti – aggiunge il vescovo di Napoli – e vi aiuti a superare tutte le difficoltà e che il 2019 sia anno migliore. Ca’ Maronn v’accumpagna”.

Nella stessa giornata ci sono stati altri pranzi nel Rione Scampia, nella zona dei Campi Flegrei, nel quartiere napoletano di a San Giovanni a Teduccio, e a Salerno. In tutto più di 1000 poveri in 11 eventi. “Questi pranzi ci parlano di futuro, di un mondo senza fame e solitudine, un mondo di unione in cui c’è tanto bisogno anche nella città di Napoli”,  dicono alla Sant’Egidio.

 

 

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