Manovra: cosa prevede la norma anti-scudo per le banche

 L’emendamento bipartisan alla manovra presentato in commissione Bilancio della Camera consente ai risparmiatori danneggiati dalle banche di agire in giudizio per la parte di danno eccedente il ristoro corrisposto. La misura, sottoscritta da tutti i gruppi, verra’ discussa e votata in commissione nelle prossime ore. L’annuncio della proposta di modifica da parte del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, aveva fatto insorgere le opposizioni determinando la sospensione dei lavori della Bilancio. Nel corso della pausa e’ stato raggiunto l’accordo tra tutti i gruppi per sottoscrivere l’emendamento. La Lega nei giorni scorsi aveva annunciato e presentato una misura per tutelare maggiormente i risparmiatori truffati che avrebbe consentito di mantenere aperta la strada del contenzioso con la Consob e le banche impedendo qualsiasi forma di ‘scudo’. La legge di bilancio al momento prevede infatti che accettando il rimborso del 30% di quanto perduto il risparmiatore rinunci ad azioni legali future e quindi al diritto di ristoro per il restante 70%. “La misura del ristoro erogato e’ pari al 30% dell’importo onnicomprensivo riconosciuto o liquidato nelle sentenze o pronunce entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore”, si legge nel testo della manovra. L’accettazione del pagamento, a carico del Fondo per i risparmiatori, comporta “la rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessi alle stesse azioni”.