Conte vede Juncker, la procedura non conviene a nessuno: ‘Italia e Ue sulla stessa barca’. Verso la soluzione su manovra

Italia ed Europa sono sulla stessa barca ed evitare uno strappo è nell’interesse di tutti. Il premier Giuseppe Conte chiude la seconda e ultima giornata del G20 portando a Roma una consapevolezza nuova sulla possibilità di un accordo con l’Europa che scongiuri una procedura di infrazione che, assicura, “non converrebbe a nessuno”. E si dice certo che la strada sia ormai spianata: “Non siamo entrati nei dettagli – dice facendo riferimento alla bilaterale mattutino con il presidente della commissione Jean Claude Juncker – ma abbiamo trovato l’impostazione di quella che potrebbe essere la soluzione concreta”. E nei prossimi giorni continueranno i contatti per renderla fattibile. I paletti italiani sono sempre gli stessi: le riforme bandiera del governo del cambiamento non si toccano. “Chiarito che non rinunciamo alla prospettiva delle riforme – dice Conte – la trattativa va avanti”. Ma la novità, per il premier, sta nel fatto che “anche l’Ue è entrata nell’ottica che c’e’ una prospettiva riformatrice da realizzare”. Del resto, in un momento in cui non solo l’Italia ma anche l’Europa rischiano una nuova recessione, serve più che mai, il premier ne è convinto, un’inversione di rotta. Per questo ai timori espressi dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia su una forte contrazione dell’economia, Conte risponde difendendo la ‘manovra del popolo’. “La premura espressa da Boccia è una premura che il governo ha condiviso 4 mesi fa – dice – quando ci siamo seduti attorno a un tavolo e abbiamo valutato con molta attenzione il trend di crescita del pil e i fondamenti del sistema economico e ci siamo resi conto che ci stavamo avviando verso un processo di stagnazione. Per questa ragione abbiamo deciso di dare questa impostazione alla nostra manovra economica”. Il governo gialloverde dunque tira dritto, il premier assicura che c’è piena sintonia politica, economica e tecnica con i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla manovra e chiosa: “siamo alleati”. E in effetti da Roma arriva una nuova apertura, dopo quella del leader della Lega. Questa volta è il capo politico dei cinque stelle ad assicurare che non c’è nulla di male nel trattare con la Ue, anche sul fatidico 2%. “Non fermiamoci ai numerini. Se l’economia rischia di fermarsi noi dobbiamo fare una manovra che mette soldi nell’economia”, assicura. E spiega: detto ciò nella trattativa, “se non si chiede al governo di tradire gli italiani, possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo”. Pieno sostegno da Roma, dunque, e, probabilmente, un vertice già lunedì prossimo per fare il punto sulle novità nella trattativa con l’Ue. La prima delle quali è quella di aver sgombrato il campo dall’ “errata percezione” di un governo che vuole smarcarsi dall’Europa. Una vera “svolta” secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria, convinto che a far schizzare lo spread non siano stati i dati veri dell’economia italiana, ma proprio questa percezione, “che ha spaventato gli investitori”.(ANSA)