Alla Fabbrica dei Leader, da carisma Putin a eutanasia Fini: ecco come nasce e muore la leadership

Chi non comunica non esiste. E’ il messaggio che riassume la mission de ‘La fabbrica dei leader’, convegno sulla comunicazione che ha l’obiettivo di formare i leader del futuro, facendo emergere storie di successo, e di fornire strumenti a chi lavora nel mondo della politica, delle imprese, del giornalismo. Storytelling, linguaggio non verbale, comunicazione personale, neuromarketing, leadership: sono alcuni dei campi esplorati da ‘La fabbrica dei leader’. Oggi si sono conclusi i lavori della due giorni, presso il Roma Life Hotel, e a fare gli onori di casa sono stati i ‘maestri fabbricatori’ Luigi Crespi e Luca Telese. Tra gli ospiti della seconda giornata del convegno: l’imprenditore e testimone di giustizia Gaetano Saffioti, Marco Lombardi (presidente di Indexway Spa e Ad di Proger Spa), Riccardo Monti, Carlo Alberto Tenchini, Stefania Radoccia. E ancora: Gian Marco Chiocci (direttore Adnkronos), Francesco Gallucci, Marco Berlinguer, Natascia Turato, Donato Iacovone. La regia dell’evento è affidata ad Ambrogio Crespi per Index Production.
Cos’è un leader? Che cosa vuol dire  leadership? Ma soprattutto, come nasce (e come muore) un leader? Dal carisma
di Vladimir Putin alle competenze di Angela Merkel, passando per  l”eutanasia’ politica di Gianfranco Fini.Di ciò si è discusso nel corso della tavola dei lavori dei relatori.
Riccardo Monti, presidente di Italferr Spa, ha parlato della sua esperienza lavorativa con  corporazioni e governi di oltre 40 Paesi. “Tutti i grandi leader – ha  spiegato – hanno in comune sempre un grande senso di calma:  trasmettono sicurezza, spesso hanno una enorme empatia e un grande carisma. Putin ha un carisma straordinario ma non ha una grande  empatia. Merkel ha poco carisma e poca empatia ma ha grande competenza e per questo è oggi la leader più longeva d’Europa”. Per quanto riguarda i leader dell’attuale panorama politico, Monti  tesse le lodi del premier canadese Justin Trudeu (“una bomba di  energia”) e di quello greco Alexis Tsipras: “Un personaggio secondo me straordinariamente brillante e intelligente: ha vinto una campagna  elettorale su una piattaforma populista e ora è uno degli statisti più interessanti in Europa”, ha aggiunto. Nel corso del dibattito, il presidente di  Italferr ha consegnato una panoramica sulle leadership internazionali  e sulla necessità “di formarsi, di studiare. Bisogna saper comunicare  ed utilizzare le migliori competenze, i saperi”.
Gian Marco Chiocci, direttore dell’Adnkronos, ha raccontato la parabola mediatica e politica di Gianfranco Fini. “Una fiaba politica  – ha detto il giornalista – che non ha un lieto fine. La favola di un leader politico famoso, di un uomo che a quest’ora poteva essere al  posto di Salvini, che ha avuto un potere immenso. E che oggi non  esiste più anche perché nei momenti cruciali dello scontro con  Berlusconi e dell’inchiesta sulla casa di Montecarlo non ha saputo comunicare”. Una caduta politica a cui lo scoop sulla vicenda  monegasca, realizzato da Chiocci quando era inviato de ‘Il Giornale’,  ha certamente contribuito. Chiocci ha raccontato le fasi salienti  dell’inchiesta su Fini e sui Tulliani nel corso del suo intervento a  ‘La fabbrica dei leader’. E ne esce un ritratto impietoso dell’ex  leader di Alleanza nei confronti dei giornalisti a caccia della verità. Avrebbe potuto  fare tanto e non l’ha fatto. Si ritrova sotto processo, una comunità  politica distrutta. Poteva essere il padrone dell’Italia” ed è  scomparso dalla scena politica anche perché “non ha saputo gestire il  potere”.
Stefania Radoccia, Law Leader di EY, ha sottolineato: “E’ fondamentale comunicare, farlo bene. Deve essere  una sfida delle imprese che hanno bisogno di questo e di necessari  interventi per semplificare le normative, superare la burocrazia,  velocizzare le decisioni”.
Per Carlo Alberto Tenchini, Marketing  Innovation Director di Sharp Italia “serve poter contare sul  contributo delle Istituzioni. Va benissimo modernizzare e comunicare  ma è opportuno avere sponde che spesso non arrivano. Non perché le  imprese cercano assistenza ma sfide sulle tecnologie e la  modernizzazione”.
FOTO: Anna Crespi