Manovra: governo studia modifiche e pronto a fiducia

Incassato il primo si’ al dl fiscale, il governo e’ pronto a blindare la manovra e a porre la fiducia alla Camera. A Montecitorio dovrebbero arrivare solo piccoli ritocchi e le modifiche sostanziali, che dovranno tener conto delle richieste Ue, dovrebbero essere apportate nel secondo passaggio parlamentare, al Senato considerando anche i tempi stretti dell’esame alla Camera. Per questo l’esecutivo sta valutando di blindare il testo. Il dialogo con l’Europa va avanti e il premier, Giuseppe Conte e il responsabile del Tesoro Tria, useranno i bilaterali a margine dei lavori del G20 per prender tempo nella trattativa. L’obiettivo e’ trovare spazi finanziari da qui al 19 dicembre, quando la Commissione Ue dovrebbe formalizzare la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Ecco perche’ “il grosso” si concentrera’ con ogni probabilita’ a Palazzo Madama. Gli sherpa dei ministri delle Finanze della Ue hanno intanto formalmente compiuto un primo passo verso l’avvio della procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito nei confronti dell’Italia. Per far fronte alle richieste il governo punta a rimodulare le due misure cardine, agendo su tempi e platea. Quota 100 e’ ormai sul trampolino di lancio: il testo e’ “pronto” secondo la Lega ma si sta ancora valutando “se presentare l’emendamento qui o al Senato”, ha spiegato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Guido Guidesi. Tuttavia il governo sembrerebbe piu’ orientato a intervenire a Palazzo Madama considerando che la misura non puo’ prescindere dal reddito di cittadinanza ancora in fase di definizione. Quota 100, ha riferito il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, costera’ meno dei 6,7 miliardi cifrati in manovra e partira’ a gennaio, ma la prima finestra per andare in pensione sara’ ad aprile. “Lo abbiamo sempre detto, ‘Quota 100′ partira’ a inizio 2019”, ha ribadito Matteo Salvini precisando che “l’inizio del 2019, se non e’ gennaio, mi auguro sia febbraio”. Per il reddito di cittadinanza la strada e’ piu’ in salita nonostante gli annunci della stampa di milioni di tessere a Poste italiane. La Commissione Ue ha confermato il via libera al salario minimo ma ha ribadito che il nodo e’ come verra’ finanziato. L’intervento e’ quindi ancora allo studio. Si punta a rinviare l’avvio ad aprile e si sta ancora valutando la platea. Ritoccando le due misure cardine il governo conta di risparmiare tra i 3 e i 4 miliardi rispetto ai 16 miliardi stanziati con i due fondi ad hoc in manovra. L’obiettivo e’ ridurre il rapporto deficit/Pil, fissato al 2,4% nel 2019, al massimo di uno 0,2%, senza cambiare l’impianto della manovra e spostare risorse dalla spesa corrente ad alcune categorie di investimenti che Bruxelles non conteggia ai fini del deficit. “Non e’ mica scritto nei dieci comandamenti della Bibbia che dobbiamo fare il 2,4 per cento”, ha detto Salvini che si e’ detto ottimista sull’accordo ma ha escluso l’ipotesi di abbassare troppo l’asticella. “I numeri si fanno nella trattativa, non si dicono in giro prima”, ha sottolineato il ministro Tria in procinto di incontrare il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. Dal canto suo Di Maio si e’ detto sicuro di poter trovare “un punto di incontro senza dover sacrificare i cittadini”. In attesa delle decisioni politiche proseguono a rilento i lavori della commissione Bilancio alla Camera che dovrebbe licenziare il provvedimento entro lunedi’ per consentire l’approdo in Aula nella stessa giornata. A Montecitorio dovrebbero arrivare alcune misure targate Lega. Il governo ha annunciato che domani presentera’ in commissione il pacchetto di proposte per la famiglia del ministro Fontana. Ed e’ atteso anche il taglio per le imprese dei premi Inail e la riduzione dell’Imu sui capannoni agricoli e industriali. L’esecutivo potrebbe depositare anche una proposta per il raddoppio dei fondi stanziati nel dl fisco per la riduzione delle liste di attesa nella sanita’, che passerebbero cosi’ da 50 a 100 milioni. Non e’ escluso che possa essere incrementato anche il fondo per l’edilizia sanitaria.