Decreto Fisco: precompilata Iva dal 2020 e stop al ‘governatore-commissario’

Precompilata Iva dal 2020. No al doppio incarico governatore e commissario per la sanità regionale. Piccoli aggiustamenti alle riforme per le banche popolari e di credito cooperativo. Sono le ultime novità introdotte tramite emendamenti nel Dl Fisco, collegato alla manovra, che dopo l’ultimo giro in Commissione Finanze, lunedì, andrà in Aula al Senato, dove potrebbe avere luce verde in prima lettura già martedì. E non è escluso il ricorso alla questione di fiducia.

PRECOMPILATA IVA DAL 2020. Un emendamento M5S all’articolo 15, approvato in Commissione Finanze, recepisce una proposta dell’Agenzia delle Entrate. Si prevede che “a partire dalle operazioni Iva 2020, nell’ambito di un programma di assistenza online”, la stessa Agenzia metta a disposizione di “tutti i soggetti passivi Iva residenti e stabili in Italia” una serie di materiali, quali “le bozze dei documenti relativi a registri, liquidazione periodica e dichiarazione annuale Iva”. Per chi accetta la precompilata vengono meno gli obblighi per gli operatori di registro delle fatture e degli acquisti.

NO AI GOVERNATORI-COMMISSARI. Una novità più politica è l’incompatibilità tra il commissario per la sanità e ogni altro incarico istituzionale, compreso quello di governatore. Il testo fa quindi retromarcia sul ‘doppio ruolo’ governatore-commissario consentito dal governo Renzi a partire dal 2017. La norma si applica anche ai commissariamenti in corso, con 90 giorni per procedere alle nuove nomine. Inutile dire che il primo obiettivo di questo emendamento è il governatore dem della Campania, Vincenzo De Luca, spesso preso a bersaglio dai pentastellati.

PIU’ TEMPO PER LE BANCHE POPOLARI. Tornando sul versante economico-finanziario, le banche popolari di Sondrio e di Bari avranno ancora un anno di tempo per la trasformazione in Spa. Il termine per completare la procedura previsto dalla riforma varata dal governo Renzi, viene spostato dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019.

RITOCCHI SOLO PER RAIFFEISEN. Obiettivo simile hanno i ritocchi che consentono alle banche di credito cooperativo (Bcc) dell’Alto Adige (chiamate ‘Raiffeisen’) di optare per i sistemi di tutela sul modello tedesco, così come il rafforzamento della vigilanza sui nuovi gruppi nei quali si raggrupperanno le altre Bcc. L’obiettivo del governo è tutelare i principi di mutualità alla base della cooperazione, ma sembra aver perso la slancio la volontà di demolire totalmente le linee guide messe in piedi, anche in questo caso, dai governi dem. Sul credito cooperativo, sono solo queste le misure approvate.

TIM-OPEN FIBER, FRONTE APERTO. Rimangono comunque alcuni fronti aperti, su cui la Commissione si concentrerà lunedì. Il più importante riguarda il futuro di Tim e l’eventuale scorporo della sua rete, da aggregare poi con quella di Open Fiber. E’ stato approvato un emendamento del relatore, Emiliano Fenu (M5S), che sostanzialmente spinge per il matrimonio. Uno dei nodi della questione, cioé il destino dei lavoratori di Tim, sembra aver creato un tira e molla tra i pentastellati e la Lega. Quest’ultima prima aveva presentato un testo che sostituiva il riferimento alla “forza lavoro” con un “piano triennale di investimenti”. Poi, però, ha fatto marcia indietro. La versione definitiva, comunque, uscirà solo dopo un altro giro di votazioni.