Papa tuona contro aborto: è come affittare un sicario 

Parole durissime: l’aborto non è “un atto civile”, è come “affittare un sicario per risolvere un problema” e “interrompere la gravidanza è un modo di dire” perché in realtà “si fa fuori” una persona. Sono le parole di Papa Francesco pronunciate oggi nell’udienza generale a piazza San Pietro. Il Papa ha sottolineato che le persone fragili, a partire dai bambini malati, devono invece essere considerate “un dono” perché ci liberano dall’egocentrismo. Parole quelle del Papache hanno suscitato reazioni in molti ambienti, soprattutto tra medici e laici. Papa Francesco è apparso oggi in buona forma, senza conseguenze apparenti dopo il piccolo incidente di ieri, quando è inciampato e caduto nel ritorno a Santa Marta. Già ieri la sala stampa vaticana aveva fatto sapere che la caduta non aveva avuto conseguenze. Oggi la sua agenda è fitta di impegni, segno che non ci sono postumi importanti. La catechesi di oggi è stata dedicata al comandamento ‘Non uccidere’ e Francesco ha deciso di dedicare tutto il messaggio alla questione dell’aborto. “Un approccio contraddittorio – ha sottolineato il pontefice – consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?”. “Io vi domando – ha chiesto ai 26mila pellegrini presenti in piazza -: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?”. “E’ come affittare un sicario per risolvere un problema”. Poi ha chiesto di stare vicino a quei genitori che si trovano ad affrontare il problema dell’arrivo di un bambino disabile: “I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza. E’ un modo di dire ‘interrompere la gravidanza’”, ha commentato il Papa perché in realtà “significa fare fuori uno”. Poi un appello ai giovani, tra l’altro protagonisti del Sinodo in corso in Vaticano: “A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio! Non disprezzarti con le dipendenze che ti rovineranno e ti porteranno alla morte”. Infine un ringraziamento particolare a tutti coloro che spendono il loro tempo per aiutare le persone in difficoltà: “Vorrei fermarmi per ringraziare tanti volontari, ringraziare il forte volontariato italiano che è il più forte che io ho conosciuto”. Le reazioni alle parole del Papa sull’aborto non si sono fatte attendere. Silvio Viale, responsabile del servizio di Day Hospital dell’Ospedale S.Anna di Torino e padre della Ru486, su Fb ha commentato “sono un medico, non un sicario” definendo “strampalata” l’accusa. Per Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica “sarebbe forse bene che il Papa e chi la pensa come lui, invece di dare dell’assassina alla donna che decide di abortire” riflettessero su “l’ottusa resistenza alla contraccezione e l’opposizione alla diagnosi genetica pre-impianto”. Per Adele Orioli, portavoce dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) sono, invece, “parole sconcertanti” e “di inaudita violenza” anche se è “noto che sul corpo e sulle scelte delle donne la Chiesa si è sempre permessa di dire di tutto. E il rivoluzionario Papa Francesco non fa alcuna eccezione”.