Tito Boeri: vitalizi “insostenibili”. Da tagli oltre 100 milioni

 Un “sistema insostenibile”. Il presidente dell’Inps spezza una lancia a favore del taglio dei vitalizi e per un giorno, dopo le passate tensioni con il vicepremier Luigi Di Maio sul decreto dignità, diventa il miglior alleato della maggioranza giallo-verde nella guerra all’abolizione dei ‘privilegi’ pensionistici dei parlamentari. Tito Boeri non ha dubbi: questo sistema è “destinato a gravare in modo rilevante sui cittadini in aggiunta alla spesa destinata al pagamento delle indennità parlamentari”. Creando asimmetrie nel trattamento fra parlamentari e cittadini tanto più gravi perché “era chiaro fin dall’ inizio che i contributi versati non sarebbero stati sufficienti a coprire le spese”. E’ una prima vittoria per il M5s che da sempre si è intestato la battaglia sui vitalizi e che si aggiunge alla accelerazione sulla presentazione in Parlamento di provvedimenti bandiera per il ‘governo del cambiamento’: due disegni di legge costituzionale per la riduzione del numero di deputati e senatori e l’introduzione del referendum propositivo e, in più, la proposta per tagliare le pensioni d’oro, quelle sopra i 4.500 euro. Temi perlopiù cari al Movimento ma che sono alla base del contratto stipulato con la Lega. “Sono i primi pilastri del cambiamento che stiamo realizzando per portare l’Italia nella Terza Repubblica che vede al centro i cittadini e i loro diritti” esulta il ministro pentastellato per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro che porta ‘a casa’ anche un altro punto caro al M5s: dal 1 ottobre, ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo, alla Camera tornano in Aula le misure per la class action. Tutte insieme fanno un bel “tesoretto” di misure volte a rassicurare parlamentari ed elettorato e che il M5s porterà al Global Forum sulla democrazia diretta moderna, che si terrà a Roma la prossima settimana. Ma è sulle pensioni che oggi la maggioranza è concentrata. Mentre si dibatte sulla scarsità di risorse per il superamento della Fornero e sulle pensioni di cittadinanza, i dati forniti dall’Inps oggi in Senato faranno discutere. Attualmente sono circa 2700 i vitalizi pagati ai parlamentari italiani, per un costo stimato (“non ci è stato concesso di accedere a informazioni sulle carriere contributive e sulle prestazioni in pagamento” protesta Boeri) di quasi 200 milioni di euro. Dopo i 40 milioni tagliati a luglio alla Camera, se il provvedimento venisse esteso anche al Senato, dove il presidente dell’Inps è stato audito, ci sarebbero altri 16 milioni il risparmio per lo Stato. E se venissero sommati anche i possibili risparmi sui consiglieri regionali (altri 55 milioni) si potrebbero ottenere minori spese per oltre 100 milioni di euro. Risparmi tali da ridurre “il disavanzo del sistema dei vitalizi e, dunque, gli oneri che gravano sulla collettività” osserva Boeri. Intanto anche palazzo Chigi vuole dare un segnale ed annuncia risparmi fatti sulle spese per lo staff del nuovo governo. Il budget massimo a disposizione per lo staff del Presidente Conte – viene annunciato – è stato “tagliato di oltre 200 mila euro rispetto al Governo Gentiloni”.