Papa: se si obbedisce solo al denaro si creano povertà e schiavitù. Bisogna ridurre le disuguaglianze: serve nuovo ordine economico

“La vita sociale non e’ costituita dalla somma delle individualita’, ma dalla crescita di un popolo”. Cosi’ PAPA Francesco nell’intervista pubblicata da ‘Il Sole 24 Ore’. “La scienza, la tecnica, il progresso tecnologico possono rendere piu’ veloci le azioni, ma il cuore e’ esclusiva della persona per immettere un supplemento di amore nelle relazioni e nelle istituzioni”, prosegue: “Chi viene escluso, non e’ sfruttato ma completamente rifiutato, cioe’ considerato spazzatura, avanzo, quindi spinto fuori dalla societa’. Non possiamo ignorare che una economia cosi’ strutturata uccide perche’ mette al centro e obbedisce solo al denaro: quando la persona non e’ piu’ al centro, quando fare soldi diventa l’obiettivo primario e unico siamo al di fuori dell’etica e si costruiscono strutture di poverta’, schiavitu’ e di scarti”. Per il PAPA, “un’etica amica della persona diventa un forte stimolo per la conversione. Abbiamo bisogno di conversione. Manca la coscienza di un’origine comune, di una appartenenza a una radice comune di umanita’ e di un futuro da costruire insieme. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Un’etica amica della persona tende al superamento della distinzione rigida tra realta’ votate al guadagno e quelle improntate non all’esclusivo meccanismo dei profitti, lasciando un ampio spazio ad attivita’ che costituiscono e ampliano il cosiddetto terzo settore”.

“Aiutiamoci a sviluppare la solidarieta’ ed a realizzare un nuovo ordine economico che non generi piu’ scarti arricchendo l’agire economico con l’attenzione ai poveri e alla diminuzione delle disuguaglianze. Abbiamo bisogno di coraggio e di geniale creativita’”. Lo afferma PAPA Francesco nell’intervista pubblicata da ‘Il Sole 24 Ore’. “Lavorare fa bene perche’ e’ legato alla dignita’ della persona, alla sua capacita’ di assumere responsabilita’ per se e per altri. È meglio lavorare che vivere nell’ozio. Il lavoro da’ soddisfazione, crea le condizioni per la progettualita’ personale. Guadagnarsi il pane e’ un sano motivo di orgoglio; certamente comporta anche fatica ma ci aiuta a conservare un sano senso della realta’ ed educa ad affrontare la vita. La persona che mantiene se stessa e la sua famiglia con il proprio lavoro – prosegue il PAPA – sviluppa la sua dignita’; il lavoro crea dignita’, i sussidi, quando non legati al preciso obiettivo di ridare lavoro e occupazione, creano dipendenza e deresponsabilizzano”.

“C’e’ ancora molto da fare per ridurre comportamenti e scelte che non rispettano l’ambiente e la terra. Stiamo pagando il prezzo di uno sfruttamento della terra che dura da molti anni. Anche oggi, purtroppo, in tante situazioni, l’uomo non e’ il custode della terra ma un tiranno sfruttatore. Ci sono pero’ segnali di nuove attenzioni verso l’ambiente – sottolinea Francesco -; e’ una mentalita’ che gradatamente viene condivisa da un numero sempre maggiore di Paesi. E’ un percorso che ha bisogno di una cura particolare perche’ e’ necessario passare da una descrizione dei sintomi, al riconoscimento della radice umana della crisi ecologica, dall’attenzione all’ambiente ad una ecologia integrale, da un’idea di onnipotenza alla consapevolezza della limitatezza delle risorse. Il punto nodale e’ che parlare di ambiente significa sempre anche parlare dell’uomo: degrado ambientale e degrado umano vanno di pari passi. Anzi le conseguenze della violazione del creato sono spesso fatte pagare solo ai poveri”. (www.agensir.it)