Papa Francesco: a scuola no a opposizione genitori-insegnanti

I casi di genitori che a scuola, per prendere le difese dei figli, insultano o aggrediscono gli insegnanti non vanno giù a PapaFrancesco. “La famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro degli insegnanti, spesso malpagati, e questi avvertono come una fastidiosa invadenza la presenza dei genitori nelle scuole, finendo per tenerli ai margini o considerarli avversari”, ha detto oggi ricevendo l’Associazione Italiana Genitori (Age). “Per cambiare questa situazione”, secondo il Pontefice, “occorre che qualcuno faccia il primo passo vincendo il timore dell’altro e tendendo la mano con generosità. Per questo vi invito a coltivare e alimentare sempre la fiducia nei confronti della scuola e degli insegnanti”. Parlando nella Sala Nervi ai circa 1.400 membri dell’Age, associazione che compie 50 anni e di cui ha lodato l'”impegno a favore della famiglia e dell’educazione”, il Papa ha rilevato che oggi, “quando si parla di alleanza educativa tra scuola e famiglia, se ne parla soprattutto per denunciare il suo venir meno: il patto educativo è in calo”. E che “senza gli insegnanti rischiate di rimanere soli nella vostra azione educativa e di essere sempre meno in grado di fronteggiare le nuove sfide educative che vengono dalla cultura contemporanea, dalla società, dai mass media, dalle nuove tecnologie”. Gli insegnanti, ha proseguito, “sono come voi impegnati ogni giorno nel servizio educativo ai vostri figli. Se è giusto lamentare gli eventuali limiti della loro azione, è doveroso stimarli come i più preziosi alleati nell’impresa educativa che insieme portate avanti”. Il Pontefice ha anche sollecitato “a superare tante divisioni e incomprensioni in questo ambito, e a far sì che sia riconosciuto alle famiglie il loro ruolo primario nell’educazione e nell’istruzione dei bambini e dei giovani”. “Se voi genitori avete bisogno degli insegnanti – ha aggiunto -, anche la scuola ha bisogno di voi e non può raggiungere i suoi obiettivi senza realizzare un dialogo costruttivo con chi ha la prima responsabilità della crescita dei suoi alunni”. Nell’istruzione, “non deve mai mancare la collaborazione tra le diverse componenti della comunità educativa. Senza comunicazione frequente e senza fiducia reciproca non si costruisce comunità e senza comunità non si riesce a educare”. “Mi permetto di raccontarvi un aneddoto”, ha quindi detto Papa Bergoglio ‘a braccio’ per spiegare meglio i suoi concetti: “Avevo dieci anni, e ho detto una cosa brutta alla maestra. La maestra ha chiamato mia mamma. Il giorno dopo è venuta mia mamma, e la maestra è andata a riceverla; hanno parlato, poi la mamma mi ha chiamato, e davanti alla maestra mi ha rimproverato e mi ha detto: ‘Chiedi scusa alla maestra’. Io l’ho fatto. ‘Bacia la maestra’, mi ha detto la mamma. E l’ho fatto, e poi sono tornato in aula, felice, ed è finita la storia”. “No, non era finita… – ha continuato – Il secondo capitolo è quando sono tornato a casa.. Questo si chiama ‘collaborazione’ nell’educazione di un figlio: fra la famiglia e gli insegnanti”. Sul tema scuola Francesco oggi ha anche diffuso un tweet: “Senza il diritto all’istruzione non c’è piena libertà, che consente a ogni persona di essere attore del proprio destino!”.