Milleproroghe al Senato: dl blindato ma Pd all’attacco 

Il milleproroghe continua la sua corsa, blindato, al Senato. Ma il Pd, dopo la protesta portata avanti a Montecitorio, ringhia ancora, occupa l’aula di una commissione per contestare l’assenza del relatore e accusa la maggioranza di essere “sorda” a ogni spiraglio di dibattito o richiesta di emendamenti, “stracciando” le regole parlamentari. Il tutto, per la fretta di approvare un decreto che scade domenica e che si avvia verso l’approvazione già domani. E’ questa la cronaca del nuovo round del disegno di legge che taglia 1,6 miliardi ai fondi per le periferie e prevede l’autocertificazione per i vaccini nelle scuole. Il primo con il ‘sigillo’ della fiducia messo dal governo Conte. Dopo l’ok alla Camera, il provvedimento torna per la conversione al Senato con diverse modifiche. E l’opposizione rimette i guantoni. L’occasione arriva in mattinata quando nella commissione Affari costituzionali il presidente, il leghista Stefano Borghesi, decide di portare il testo in aula così com’è, senza il voto della commissione. Cioè senza che venga dato il mandato al relatore che è proprio Borghesi. Ma contro una discussione ‘monca’, una volta dichiarati conclusi i lavori, i senatori del Pd occupano l’aula per un’ora. “Il milleproroghe contiene almeno tre violenze inaccettabili – tuona il senatore Dem Dario Parrini – alla salute dei bambini, al diritto all’istruzione (per le norme su Invalsi, alternanza scuola-lavoro ecc) e ai Comuni”, per i tagli al bando periferie. Contro il dl cita anche “due gravi omissioni”, ossia “ciò che si è deciso di non fare per rafforzare gli aiuti delle popolazioni colpite dal terremoto e per i cittadini truffati dalle banche”, ricorda. Il partito di Maurizio Martina invoca più tempo per cambiare il testo e vanta “62 interventi fatti finora in commissione, tutti di merito – sottolinea Parrini – non come la lettura dell’elenco del telefono fatto dal M5s”. In serata ci riprova e insieme al resto delle opposizioni, presenta una pregiudiziale di costituzionalità (in tutto sono 4 le altre 3 firmate da Leu, Fratelli d’Italia e Forza Italia). “La maggioranza Lega-5Stelle va in Aula senza discutere gli emendamenti sul milleproroghe. Hanno fretta di approvare il provvedimento che contiene anche la schifezza sui vaccini”, argomenta il capogruppo Pd Andrea Marcucci, che in aula aggiunge: “Si è impedito di fare opposizione e senza alcuna motivazione”. Come prevedibile, le pregiudiziali vengono respinte (117 sì, 163 no e 3 astenuti) e la partita è aggiornata. Sul campo, secondo i Dem, resta solo “la sordità totale da parte della maggioranza a qualsiasi modifica”, come sottolinea Parrini. E la discussione generale vola via senza intoppi. Complice anche il nuovo regolamento di Palazzo Madama che taglia le unghie all’ostruzionismo più acceso. Si riprenderà domani con l’esame degli emendamenti, ma l’esito è già scontato. La maggioranza su questo testo fa quadrato.