Manovra, tecnici al lavoro: Scure su prezzi e spreco farmaci per taglio superticket 

Ricontrattare al ribasso con le aziende farmaceutiche i prezzi dei super-farmaci acquistati dallo Stato, a partire da quelli per l’epatite C, utilizzare i risparmi che verranno dalle misure del tavolo per la farmaceutica e agire contro gli sprechi legati ai farmaci. La scure del ministero della Salute potrebbe abbattersi su queste tre voci con l’obiettivo di recuperare risorse per poter arrivare, nell’ambito della Manovra, al taglio dei superticket in Sanità ed alla rimodulazione degli altri ticket. Sono infatti queste, secondo quanto si apprende, le vie individuate dal ministro della Salute, Giulia Grillo, per realizzare l’obiettivo dell’eliminazione del superticket da 10 euro sulle visite specialistiche e la progressiva rimodulazione degli altri ticket sanitari che pesano sui cittadini. Proprio la ricontrattazione dei prezzi dei cosiddetti superfarmaci sarà parte del mandato del nuovo direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Li Bassi. In sostanza, l’obiettivo della rimodulazione dei ticket sanitari andrebbe raggiunto non solo a fronte di una maggiorazione delle risorse economiche messe a disposizione, ma pure di una migliore gestione della spesa farmaceutica in un’ottica di razionalizzazione ed ottimizzazione della stessa. Dunque le risorse, secondo i piani del ministro, arriveranno anche dal taglio degli sprechi sui farmaci la cui spesa è lievitata in questi anni fino a sfiorare i 30 miliardi nel 2017. Una spesa che Grillo reputa sia esplosa perché non è stata governata. Il tema del taglio dei ticket è quindi una delle priorità e Grillo ha già sottolineato come le prime interlocuzioni in tal senso con il ministero dell’Economia siano state positive. Resta però il nodo della fattibilità della misura, come rileva il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Massimo Garavaglia. “La volontà politica di procedere al taglio del superticket in Sanità c’è, ma la fattibilità va poi vista in un quadro più generale e anche nei rapporti con le Regioni e in riferimento alla tenuta del sistema”, ha detto oggi Garavaglia definendo la questione “un problemone, perché si tratta di circa 800 milioni di euro”. Il tema dei superticket in Sanità, ha rimarcato, “è all’ordine del giorno da quando il governo Monti li ha introdotti; è all’ordine del giorno da anni. Se ci fosse la possibilità di trovare una soluzione a questo problema saremmo ben contenti ma siamo ancora all’inizio”. “Come al solito – ha concluso il sottosegretario all’Economia – per fare le cose bisogna ragionarci”.