La Lega attende il riesame: pronta al cambio nome e al nuovo partito

Calma e gesso. La Lega fa trapelare che ogni indiscrezione circa la nascita di un nuovo partito, come strumento utile ad evitare il sequestro dei beni, è destituita di ogni fondamento. Anche perchè, si fa anche notare a mezza voce, non è assolutamente detto che la creazione di un nuovo soggetto politico elimini ogni problema giudiziario. E’ vero che il pm di Genova, Francesco Cozzi, dice che con un nuovo partito nessuno “potrebbe aggredire i versamenti futuri”. Tuttavia la Lega è estremamente prudente rispetto a questa conclusione. Le stesse fonti ricordano infatti che non solo politicamente, ma anche giuridicamente, la Lega che s’è presentata il 4 marzo è già un partito diverso da quello “padano” di Umberto Bossi. I parlamentari eletti sono infatti già iscritti a un soggetto giuridico registrato che si chiama “Lega per Salvini premier”. Un nome nuovo. Detto questo è ovviamente grande l’attesa per l’udienza del Tribunale del riesame, fissata per il 5. Solo dopo quella decisione si farà il punto. In questo contesto, il Carroccio chiarisce che nessuno a Via Bellerio ha mai pensato a un partito unico del centrodestra. Ipotesi del resto negata con vigore da tutti le altre forze di quella che in passato si chiamava Casa delle Libertà. Anzi, il clima politico non indica assolutamente tra gli scenari futuri una possibile fusione: i rapporti all’interno del centrodestra vivono momenti complicati. Forza Italia, da settimane, boccia l’alleanza con i Cinque Stelle, a maggior ragione ora che il governo è alla vigilia di importanti scelte di politica economica. E esorta la Lega, come sottolinea il senatore Luigi Vitali, a “decidere o Forza Italia o M5s”. Anche Giorgia Meloni, chiede al Carroccio parole di chiarezza, se “vuole continuare a stare in questo campo”. “Penso che la Lega, Salvini – sottolinea la leader FdI alla festa Tricolore di Ferrara – debba chiarire se l’alleanza con i 5 Stelle è una roba strategica oppure no e lo capiremo a partire dalle prossime amministrative e regionali”. Meloni tocca un punto nevralgico: infatti, al di là delle questioni ideali, del dibattito sull’Europa, il centrodestra dovrà stabilire presto come presentarsi alla prossima tornata amministrativa. E non c’è dubbio che sarà quello il piatto forte del prossimo vertice tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, in calendario molto probabilmente già la settimana prossima.