La formazione per dare nuovi stimoli ai NEET over 29

 

Dall’analisi del trend demografico del nostro Paese, si evince che da diversi anni si tende verso un sempre maggiore invecchiamento della popolazione e di conseguenza della forza lavoro. Da ciò ne deriva la sempre minor disponibilità dei lavoratori per le aziende, sia lavoro manuale che intellettivo.

In quest’ottica si determina una ripercussione negativa sul mondo del lavoro se non si attuano contromisure per evitare il sempre crescente gap tra il lavoro in azienda e le competenze dei lavoratori.

Se da un lato, negli ultimi anni, si stanno introducendo nelle scuole attività formative che permettono ai ragazzi, sin dalle scuole elementari, di studiare materie come robotica o coding (insegnamento delle basi della programmazione), dall’altro abbiamo giovani in età lavorativa che non hanno competenze in linea con Industria 4.0 ,per cui non hanno la possibilità di accedere a posti di lavoro che sono al passo con i tempi.

Per questo ormai da anni si spinge su attività formative indirizzate alle materie di realtà virtuale e realtà aumentata, che sono tra quelli basilari quando si parla di formazione 4.0.

Il nostro sistema Paese è spesso troppo lento nel recepire le tendenze socio-economiche e, nella maggior parte dei casi, quando propone delle soluzioni per far fronte alle evoluzioni vengono lasciate scoperte le fasce demografiche appena fuori dal mondo dello studio e soprattutto quelle oltre i 29 anni.

È per questo target di potenziali lavoratori che devono essere previste piani di aggiornamento delle competenze, anche incentivati, per avvicinarli a quella formazione continua che nelle aziende, grazie ai fondi paritetici interprofessionali sta avendo successo.

Certo si è pensato, ed in alcuni casi si è anche provveduto, alla costituzione degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), ma per questi andrebbe fatta un’attenta analisi delle richieste di mercato non solo a livello regionale.

Come sappiamo con le nuove forme di lavoro anche la mansione di una dipendente può essere considerata “globalizzata”; con lo “smart working” si può svolgere la propria attività lavorativa non stando più seduto in un ufficio dietro ad una scrivania, ma lavorando da dove meglio si crede.

Sarebbe necessario individuare nuove risorse da destinare alla formazione 4.0 di tutti quei giovani che, purtroppo, hanno finito la scuola troppo presto!

Non dimentichiamoci di chi ha iniziato e terminato un ciclo di studi in linea con i dettami ministeriali, ma fuori dal mondo del lavoro altrimenti non daremo mai nuovi stimoli ai NEET over 29.