Cambia Class Action, Confindustria: punite le imprese 

Cambieranno le norme sulla Class Action, dopo che la Commissione Giustizia della Camera ha dato il via libera al progetto di legge. Il testo è atteso in Aula lunedì prossimo ma tra gli oppositori Confindustria è già sulle barricate. In sintesi il provvedimento prevede lo spostamento della disciplina dell’azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile, l’ampliamento delle situazioni giuridiche tutelate, il passaggio di competenza dal tribunale alla sezione specializzata in materia d’impresa dei tribunali, adesione alla class action con la possibilità di aderire sia prima che dopo la sentenza che accoglie l’azione, l’ampliamento degli strumenti di tutela con la previsione di un’azione inibitoria collettiva verso gli autori delle condotte lesive, il compenso per i rappresentanti della classe ed i difensori in caso di di accoglimento della domanda. Per Confindustria – che ha diffuso una nota dai toni duri – il testo è però “punitivo” per le imprese. “Non siamo contrari a intervenire sulle norme attuali, ma abbiamo rilevato alcune criticità molto chiare”, ha detto il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci, indicando “le tre più importanti: il tema delle adesioni dei singoli all’azione giudiziaria dopo la sentenza di condanna dell’impresa, che credo non necessiti di particolari commenti; la scelta di imporre alle imprese il pagamento di un compenso ‘premiale’ agli avvocati quando la causa va a buon fine, scelta che evoca il concetto dei danni punitivi; la retroattività delle nuove norme che, sebbene abbiano formalmente una veste processuale, sono destinate a produrre effetti anche sostanziali, visto che il perimetro soggettivo e oggettivo della class action viene notevolmente ampliato”. Per il direttore generale di Confindustria “sono questioni di portata generale e, credo di poter dire, di buon senso”.