L’importanza dell’orientamento: dagli studi superiori, all’università, al mondo del lavoro

 

Quanto è importante l’orientamento? E’ questa la domanda che molti si pongono, affinchè si crei un concreto legame tra studi superiori, università e mondo del lavoro.

È vero per anni il sistema scolastico italiano è stato considerato tra i migliori, se non il ‘migliore’ al mondo per la preparazione che forniva e continua a fornire. Sarà pure una formazione generalista, ma sicuramente completa, che  ha permesso di superare quel gap di analfabetismo che nel dopoguerra era altissimo, soprattutto al mezzogiorno, portando il livello di scolarizzazione ai massimi livelli.

Tuttavia i tempi cambiano, le esigenze mutano e con esse cambia il quadro demografico del mondo in cui si vive.

Attualmente in Italia il 90% della popolazione in età scolare protende verso il conseguimento della laurea spesso in materia scientifiche tralasciando le restanti aree tematiche. Ciò comporta l’avvio della saturazione di alcune fasce di posizioni lavorative, lasciando libere altre di alta professionalità in settori produttivi che sono il fiore all’occhiello del “made in Italy”.

Tali scelte sono dettate anche dall’errato utilizzo dello strumento di alternanza scuola-lavoro, che spesso viene percepito come un obbligo lavorativo e non come un’opportunità futura.

Cresce sempre la necessità di delineare un percorso orientativo che risponda alle esigenze del mondo e che possa davvero accompagnare il giovane nella sua crescita professionale.

Nel documento per le nuove Linee guida nazionali per l’orientamento permanente emanato dal Miur si legge la significativa affermazione: «ancor di più che in passato, oggi l’orientamento assume una funzione centrale e strategica nella lotta alla dispersione e all’insuccesso formativo degli studenti…». 

Non più, quindi, un orientamento solamente informativo e limitato ad alcuni momenti di transizione del percorso scolastico, ma un orientamento formativo che “investe il processo globale di crescita della persona, si estende lungo tutto l’arco della vita, […] ed è trasversale a tutte le discipline”.

Il documento ribadisce la necessità di un sistema integrato di orientamento “centrato sulla persona e sui suoi bisogni, finalizzato a prevenire e contrastare il disagio giovanile e favorire la piena occupabilità, l’inclusione sociale e il dialogo interculturale”.

In quest’ottica i corsi di formazione diventano un viatico necessario per affacciarsi al mondo del lavoro.