Bergamo: imbratta sede Lega. Matteo Salvini: “Andiamo avanti”

 “Cani”, “La mia vita non è in vendita”, “Salvini uomo senza cuore”, “Rispetto per Genova”, “Noi genovesi, i nostri morti”. Queste alcune delle scritte con vernice rossa comparse la notte scorsa sulle due vetrine della sede della segreteria provinciale della Lega di Bergamo, in via Cadore, nel quartiere di Redona. Si tratta del secondo atto vandalico dall’inizio del 2018 e dell’ennesimo negli ultimi anni ai danni della sede bergamasca della Lega e arriva pochi giorni dopo lo scoppio di un ordigno davanti alla sede del Carroccio di Villorba, in provincia di Treviso, come ricordato da diversi esponenti leghisti, a cominciare dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Prima le bombe nella sede di Treviso, ora queste scritte vigliacche sulla sede della Lega di Bergamo”, ha commentato Salvini. “Provano a intimidirci ma non ci riusciranno. Noi andiamo avanti, più forti che mai”. A denunciare per primo l’episodio è stato il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che è di Bergamo, parlando di “una escalation di minacce e attentati che preoccupa e richiama il buio di tempi che pensavamo lontani, come gli anni di piombo. Attendiamo l’intervento autorevole dei dirigenti dei partiti della sinistra, qualcuno fermi questa spirale di odio e violenza prima che ci scappi il morto”. Del caso si sta occupando la Digos della questura di Bergamo: non risulta che l’atto vandalico sia stato ripreso dalle telecamere della sede, come nei precedenti casi, in quanto attualmente non funzionanti perché in fase di sostituzione. “Noi leghisti non abbiamo paura e andiamo avanti – ha detto Enrico Sonzogni, commissario provinciale della Lega di Bergamo – Oggi sono ancora, fortunatamente, delle scritte, dobbiamo aspettarci una ‘bomba prima che qualcuno intervenga?”. L’onorevole Daniele Belotti, storico esponente leghista di Bergamo, se la prende con la magistratura, facendo riferimento all’assoluzione l’anno scorso “per tenuità” del fatto dei presunti autori di un analogo raid avvenuto nel 2016: “Se un pm di fatto legittima il vandalismo contro la Lega, in pratica si invitano le 4 sfigatissime zecche rosse a rifarlo tranquillamente. L’avevamo previsto, lo hanno rifatto”. Segue così un ironico invito al pm a “darci una mano a ripulire tutto”. L’onorevole Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda, attacca invece “la sinistra che si straccia le vesti se un cretino tira un uovo contro Daisy Osakue, parlando di deriva razzista nel Paese, di emergenza e via dicendo, e poi tace davanti a questi continui episodi di violenza di cui siamo vittime”. “Solidarietà e sdegno” arriva dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, mentre Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, commenta: “Punire i colpevoli, abbassare i toni, isolare gli imbecilli”.