Fondi, Lega: “Attacco alla democrazia, incontro con Mattarella”

“Non si tratta di un processo politico. Come non lo sono i procedimenti fatti dalla procura di Genova per fatti che coinvolgevano esponenti di altri partiti. Qui è parte civile il parlamento italiano”. In serata il procuratore di Genova Francesco Cozzi torna a parlare del sequestro dei fondi della Lega. “Si tratta solo di problemi tecnici, procedurali. Per questo ci siamo rivolti alla Cassazione, perché i nostri uffici seguono la vicenda esclusivamente sotto un profilo tecnico”.

Nessuno al Csm risponde alle critiche della Lega alla sentenza della Cassazione sui fondi del partito, ma a Palazzo dei Marescialli si è tenuto un confronto al termine del Plenum, durante il quale, a quanto si apprende, è stata espressa “seria preoccupazione” per parole e toni che vengono ritenuti “non accettabili”.

”La decisione diventa eseguibile a condizione che la sentenza del Riesame segua il principio affermato dalla Cassazione”, dice il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, commentando il pronunciamento della Cassazione sul sequestro dei fondi della Lega. Il tribunale del Riesame non ha ancora fissato una data per la discussione.

La Lega intende chiedere un incontro al Capo dello Stato Sergio Mattarella appena ritornerà dalla Lituania. “Si tratta di un gravissimo attacco alla democrazia – riferiscono fonti della Lega – per mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano. Un’azione che non ha precedenti in Italia e in Europa”.

Si tratta – proseguono le stesse fonti – di un attacco alla Costituzione perché si nega il diritto a milioni di italiani di essere rappresentati. È una sentenza politica senza senso giuridico. La Lega non ha paura, c’è clima di grande tranquillità e serenità anche se c’è la consapevolezza che “ci vogliono impedire di lavorare ed esistere”.

E’ fuori da qualsiasi parametro costituzionale il tentativo da parte della Lega di coinvolgere il Presidente Mattarella in una vicenda giudiziaria che la riguarda”: lo sottolinea l’ex presidente dell’Anm Eugenio Albamonte, attuale componente del ‘parlamentino’ delle toghe come esponente di Area, che rappresenta le correnti di sinistra della magistratura. “Sembra di tornare al passato – aggiunge – quando la fibrillazione tra politica e magistratura era all’ordine del giorno e non ha mai portato a nulla di buono”. (ANSA).