Abolizione vitalizi Fico esulta. FI: tutti risparmi in spese legali 

Il presidente della Camera Roberto Fico ribadisce di essere “molto orgoglioso” della sua delibera sui vitalizi che porterà a risparmiare “43 milioni di euro l’ anno”. Ma nell’altro ramo del Parlamento e tra quasi tutti i partiti, continuano ad esserci perplessità. E non solo perché le continue sollecitazioni al presidente Maria Elisabetta Casellati da parte del M5S vengono ritenute “ingiuste”, come sottolinea il Questore De Poli, visto che a decidere di chiedere un parere al Consiglio di Stato è stato “il Consiglio di presidenza del Senato” che non può essere disatteso dalla presidenza, ma anche perché ci sono molte “questioni tecniche” da risolvere prima di procedere con una delibera a Palazzo Madama. In più, mentre il Questore del M5S Laura Bottici continua a chiedere di far presto perché negli ultimi 15 giorni (la riunione del Consiglio di presidenza del Senato si è tenuta il 5 luglio) di fatto “non è successo nulla”, scoppia il caso di Franco Grillini. L’ex parlamentare Ds e presidente dell’ArciGay, spiega che, nel caso in cui gli venga ridotto il vitalizio, non potrebbe più pagarsi l’assistenza di cui ha bisogno. Anni fa, racconta, è stato colpito “da un mieloma multiplo” e siccome per lui è previsto “un taglio del 47%, passando dagli attuali 4.725 euro lordi a 2.486 euro” non potrebbe più pagarsi l’assistenza. In molti gli esprimono solidarietà: Pier Ferdinando Casini, Roberta Pinotti, Piero Fassino e Gennaro Migliore che si appella a Fico affinché si faccia una deroga per l’ex deputato bolognese. Mentre si distingue Maurizio Ronconi – altro ex cui verrà tagliato il vitalizio – che alla solidarietà affianca una puntualizzazione al vetriolo: “Ok l’intervento, ma la Camera non è la Caritas né la San Vincenzo”. Una deroga, tuttavia, secondo quanto si apprende, sarebbe possibile visto che, per come è formulato il documento, al “netto della propaganda” che se ne sta facendo, la valutazione sul taglio dovrebbe essere fatta “caso per caso”. Nell’attesa, Grillini assicura che passerà “i prossimi anni a presentare ricorsi” contro un atto che “rischia di buttare tanti nell’indigenza”. Ma è sui nodi tecnici che si rischia di “naufragare” visto che, come si osserva in FI, le delibere dovrebbero “trasformarsi in centinaia di singoli provvedimenti” di natura amministrativa che “potranno tranquillamente essere oggetto di ricorso” e perché “né i parlamentari, né eventuali familiari possono considerarsi dipendenti della Camera” e “come tali non sono soggetti al regime di autodichia” che metterebbe al riparo dai ricorsi. Quindi, insiste De Poli, si è reso “necessario” chiedere il parere al Consiglio di Stato e audire il presidente dell’Inps per far luce su molti aspetti non chiari come quello dei risparmi che “resterebbero congelati in attesa delle decisioni sui preannunciati ricorsi”. Il che significa che “alla Camera è forte il dubbio sulla loro fondatezza”. A questo si aggiunga che nel caso in cui vengano usati per compensare le pensioni minime diventerebbero “un intervento di fiscalità generale” e come tale “in contrasto con l’art.23 della Costituzione (“Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”). E che l’Avvocatura dello Stato si è già offerta di “assistere legalmente i componenti dell’Ufficio di Presidenza” della Camera in caso di denunce.