Salvini prepara la ‘Pontida di governo’ e vede Berlusconi. Alla manifestazione leghista presenti governatori del centrodestra

L’ultima Pontida con la Lega al governo è stata sette anni fa, anche l’ultima di Umberto Bossi alla guida del partito. Sul ‘pratone’, quel 19 giugno 2011, si invocava la secessione e si raccoglievano le firme per trasferire alcuni Ministeri al Nord. Domenica sarà invece una Lega diversa. E non solo perché quella parola – Nord – è stata cancellata dal simbolo ufficiale.

Insieme ai suoi ministri, Matteo Salvini debutterà nel triplo ruolo di segretario, vice-premier e ministro dell’Interno, a un mese esatto dopo la nascita del governo con il Movimento 5 Stelle. Ma cercherà allo stesso tempo di tenere sotto la sua ala il centrodestra, considerandosi il leader naturale di un’alleanza che non ha smesso di funzionare nei Comuni, nelle Regioni e pure nelle consuetudini.

Alla vigilia del raduno, Salvini è tornato a incontrare il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a Milano. “Oggi pomeriggio breve e cordiale incontro milanese tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi”. E’ quanto si legge in una nota della Lega. “Tra i temi trattati -prosegue- la situazione economica del paese, il vertice di Bruxelles, gli esiti della missione in Libia del ministro dell’interno, i nuovi sindaci del centrodestra eletti al ballottaggio ma anche la situazione del Milan. Domenica, in occasione della manifestazione di Pontida, saranno presenti e parleranno anche i governatori di centrodestra della Liguria, Molise e Sicilia oltre a quelli della Lega”.

A Pontida ci sarà  Donato Toma governatore del Molise, Nello Musumeci della Sicilia e ovviamente Giovanni Toti, il presidente della Liguria che è intervenuto alla manifestazione leghista già lo scorso anno e rappresenta l’ala di FI più vicina alla Lega. “Abbiamo convenuto tutti – ha spiegato Toti – che il saluto a un partito leale e alleato da molto tempo con cui stiamo cambiando questo Paese fosse opportuno e quindi ci saremo ben volentieri”.

La capacità di mobilitazione della Lega non rappresenta un passaggio indolore per il partito di Berlusconi. Da una parte ci sono quelli come Toti impegnati a dialogare col leader leghista per costruire un nuovo centrodestra, dall’altra i berlusconiani più duri che vorrebbero mantenere un profilo di autonomia da Salvini per evitare che Forza Italia venga svuotata di idee, di voti e di classe dirigente. E che punta, insieme al Cav, a ricostruire una casa dei moderati, forte numericamente e autonoma dal Carroccio.

E’ qui che si consuma la novità della Pontida 2018. Non il messaggio nazionalista che ha superato la stagione della Padania: lo slogan ‘Prima gli italiani’ è in uso già dallo scorso anno, così come il verde d’ordinanza sostituito dal blu.

Peraltro, Salvini si può presentare al tradizionale raduno con il maggior numero di presidenti leghisti della Regioni del Nord: Lombardia, Veneto, FVG e Valle d’Aosta. E giocarsi la forza elettorale della Lega, che ha raccolto il 17,4% alle elezioni del 4 marzo scorso ma che è proiettata da alcuni sondaggi verso il 30%. Governando con il M5S ma sentendosi alla guida del centrodestra, Salvini rivendica una centralità, un’egemonia sul sistema politico, che in passato la Lega non aveva. E l’enorme palco con lo slogan ‘Il buonsenso al governo’, i 200 autobus annunciati da tutta Italia, i 300 volontari, i gazebo, le tradizionali salamelle serviranno soprattutto a rafforzare questa idea.