Papa al Regina Coeli: “Profondamente turbato per la Siria. Prevalgano pace e giustizia”

“In un mondo dove troppe volte prevalgono la prepotenza contro il piu’ debole e il materialismo che soffoca lo spirito”, Papa Francesco ha ricordato oggi “i bambini, le donne e gli anziani maltrattati nel corpo. Nella carne di queste persone – ha detto – noi troviamo il corpo di Cristo. Deriso, calunniato, umiliato, flagellato, crocifisso”. “Il corpo – ha spiegato al Ragina Coeli che nel tempo di Pasqua sostituisce l’Angelus – e’ un dono stupendo di Dio, destinato, in unione con l’anima, ad esprimere in pienezza l’immagine e la somiglianza di Lui”. Pertanto, ha scandito il Papa, “siamo chiamati ad avere grande rispetto e cura del nostro corpo e di quello degli altri. Ogni offesa o ferita o violenza al corpo del nostro prossimo, e’ un oltraggio a Dio creatore!”. “Gesu’, che ha vinto la morte ed e’ risorto in corpo e anima, ci fa capire – ha ricordato Francesco – che dobbiamo avere un’idea positiva del nostro corpo. Esso puo’ diventare occasione o strumento di peccato, ma il peccato non e’ provocato dal corpo, bensi’ dalla nostra debolezza morale”. L’amore di Dio, nella Risurrezione, ha insistito il Pontefice, “si e’ dimostrato piu’ potente del peccato e della morte, e vuole riscattare tutti coloro che sperimentano nel proprio corpo le schiavitu’ dei nostri tempi”. “Il Vangelo di oggi – ha poi concluso – ci chiama ad essere persone capaci di guardare in profondita’, piene di stupore e di gioia grande per avere incontrato il Signore risorto. Ci chiama a essere persone che sanno raccogliere e valorizzare la novita’ di vita che Egli semina nella storia, per orientarla verso i cieli nuovi e la terra nuova. Ci sostenga in questo cammino la Vergine Maria, alla cui materna intercessione ci affidiamo con fiducia”.

PAPA: PROFONDAMENTE TURBATO PER LA SIRIA. “Sono profondamente turbato dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunita’ internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo”. Lo ha detto Papa Francesco dopo la preghiera del Regina Coeli. “Mentre prego incessantemente per la pace, e invito tutte le persone di buona volonta’ a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente – ha scandito – a tutti i responsabili politici, perche’ prevalgano la giustizia e la pace”

PAPA: PREGHIAMO PER ALFIE E VINCENT LAMBERT. “Affido alla vostra preghiera le persone, come Vincent Lambert, in Francia, il piccolo Alfie Evans, in Inghilterra, e altre in diversi Paesi, che vivono, a volte da lungo tempo, in stato di grave infermita’, assistite medicalmente per i bisogni primari”. Lo ha detto Papa Francesco dopo la preghiera del Regian Caeli. “Sono situazioni delicate, molto dolorose e complesse”, ha sottolineato richiamando poi la necessita’ del “rispetto per la vita”. “Preghiamo – ha concluso – perche’ ogni malato sia sempre rispettato nella sua dignita’ e curato in modo adatto alla sua condizione, con l’apporto concorde dei familiari, dei medici e degli altri operatori sanitari”.Accanto al caso del piccolo Alfie Evans di Liverpool, per il quale questi potrebbero essere gli ultimi giorni di vita dopo le decisioni dei giudici che in diversi gradi di giudizio hanno stabilito che si stacchi la spina, Francesco ha ricordato anche Vincent Lambert, il 41enne francese da 10 anni in stato vegetativo, ricoverato all’ospedale di Reims. Sulla sua sorte, gia’ discussa anche in questo caso in tutte le sedi giudiziarie – Corte europea inclusa – per tentare vanamente di comporre lo scontro tra la moglie che vorrebbe staccare la spina e i genitori, che si battono per tenerlo in vita, e’ giunta come una condanna definitiva la decisione di Vincent Sanchez, medico curante di Lambert. A suo avviso il paziente, il cui caso sin dalla prima sentenza del 2013 divide l’opinione pubblica francese, sarebbe oggetto di una “ostinazione irragionevole”. E dunque, a norma della legge sul fine vita vigente in Francia, andrebbero sospesi i trattamenti che lo tengono in vita. Sanchez, ricorda Avvenire, ha notificato alla famiglia la sua determinazione, dando 10 giorni di tempo per fare ricorso alla giustizia amministrativa. (AGI) Se il tribunale di Reims dovesse ritenere che i gradi di giudizio sono gia’ stati esauriti (l’ultimo dei numerosi verdetti, avverso alle richieste della famiglia, e’ del 31 gennaio) davvero per Lambert sarebbe la fine. L’uomo, vittima nel 2008 di un incidente stradale, ha dato segnali di una seppurminima responsivita’, certificata gia’ nel 2011 in Belgio da un’e’quipe specializzata. Non avendo lasciato alcuna volonta’ scritta sui trattamenti in un caso come questo, Vincent si e’ trovato oggetto di una contesa tra la moglie Rachel, decisa a ottenere il distacco della nutrizione assistita (il paziente respira autonomamente), e la famiglia di origine, sostenuta da un combattivo comitato di amici ( che documenta la vicenda sui profili Facebook e Twitter “Je soutiens Vincent”). Per loro quella dell’ospedale di Reims e’ una “decisione scandalosa di eutanasia” che “avra’ ripercussioni su centinaia di pazienti nel medesimo stato”.

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