Il voto dei ‘cattolici’ va a Fi e M5S. I Gesuiti dettano la linea: serve ‘metodo Francesco’. No ai sussidi

Il voto dei cattolici non si e’ discostato piu’ di tanto da quello espresso in generale dagli italiani: anche per loro il primo partito e’ M5S. Crescono tra le fila di chi va a messa i consensi per la Lega, anche se Forza Italia e’ preferita al partito di Salvini. Il Pd risulta in calo ma un po’ meno che rispetto alla media nazionale. Sono i dati dell’istituto Ipsos che confermano come non sia possibile fare riferimento ad un elettorato ‘cattolico’, sparso ormai da anni in tutte le coalizioni.

Oggi un’analisi del voto arriva anche dai Gesuiti italiani che propongono ai neo-parlamentari di adottare il ‘metodo Francesco’, all’insegna del discernimento, del dialogo e dell’accoglienza dell’altro. No alle fake news, si’ invece alla verita’. Un monito poi diretto al partito che ha preso piu’ voti di tutti e che aveva tra i tremi forti della campagna elettorale il reddito di cittadinanza: “Il welfare e i cosiddetti ammortizzatori sociali sono chiamati a uscire da una logica assistenziale per diventare strumenti di attivazione delle risorse personali e sostegni non tanto al reddito quanto all’occupabilita’”, scrive padre Giacomo Costa, direttore di Aggiornamenti Sociali, la rivista dei Gesuiti italiani. “Il metodo del discernimento, declinato nello spazio pubblico, diventa dialogo: incontro onesto – prosegue il gesuita – tra i portatori delle diverse posizioni alla ricerca sincera di quello che tradizionalmente si chiama bene comune”.

Per questo, e’ la tesi dell’editoriale, il “metodo Francesco” puo’ essere una risorsa anche in ambito politico. Per quanto riguarda invece l’analisi del voto, quello dei “cattolici osservanti, quelli che vanno a messa una volta a settimana, tende ad assomigliare al voto generale degli italiani”, ha spigato in un’intervista a Radio Vaticana Italia Luca Comodo, direttore del dipartimento Politico Sociale dell’Ipsos. “Il Pd ha un voto lievemente piu’ elevato, stimato nell’ordine del 22,4% contro il 18,8% dell’elettorato globale alla Camera. Nel segmento del voto cattolico, rimangono prevalenti i movimenti definiti di carattere populista, dunque il M5S e’ il primo partito col 31% ovvero due punti circa sotto il livello nazionale. E un ottimo risultato lo ottiene anche la Lega, col 15,7%, anche se Forza Italia mantiene un buon consenso col 16,2% – conclude Comodo -. Rispetto al 2013 abbiamo visto contrarsi il consenso per il Pd e crescere invece il consenso per i M5s e la Lega”.