Vuoi diventare un bravo papà? Ecco le regole…

Ritengo necessario fare una premessa che costituisce le coordinate dentro le quali muovo il mio pensiero.
Non si può parlare di padre, madre, senza parlare prima parlare di famiglia (qualunque sia la sua configurazione: tradizionale, allargata, monogenitoriale…).

L’essere umano inizia la sua avventura nel mondo molto prima di muovere i suoi passi. Un bambino ha bisogno di nascere nella mente dei genitori per poter trovare, quando arriva realmente, lo “spazio” necessario alla sua crescita. Il periodo della gravidanza diventa il momento in cui la coppia genitoriale costruisce questo “spazio nella propria testa, nella propria casa”. Parlo di “casa” non a caso e nella sua duplice dimensione di “casa reale”, ma anche e soprattutto, di “casa mentale”.
Durante questo periodo chi svolge la funzione paterna, ha già un ruolo molto importante: la capacità di contenere, accompagnare la sua compagna e di conseguenza influenzare il suo atteggiamento nei confronti del figlio che porta in grembo.

La crescita di un individuo si muove tra due istanze fondamentali: quella dell’appartenenza e quella della separazione.

Se alla madre è affidato il compito di essere custode del legame e dell’appartenenza. La madre è il PORTO SICURO!

Il padre è colui che sostiene e supporta la spinta “fuori dal porto”, facilita la separazione dalla famiglia d’origine e sprona all’ESPLORAZIONE DI NUOVI LUOGHI, di nuove esperienze di vita: VAI CE LA FAI… ESPLORA PURE IL MONDO!

Quindi per diventare un “bravo papà” basta poco:

 

  • Siate partecipi alla gravidanza e siate coinvolti nella cura del neonato fin dall’inizio. I padri per esempio sanno essere i massimi esperti nel riaddormentare i bambini nel cuore della notte!
  • Anche se avete un lavoro che vi assorbe molto, sfruttate i week-end o le vacanze per dedicarvi al vostro bambino soprattutto dai due anni in poi, cercate di ritagliarvi del tempo per giocare da soli col vostro figlio mentre la madre fa qualcosa per se stessa.
  • Abbracciare, accogliere, “giocare a fare lotta con i cuscini” sono elementi basilari per intessere un buon rapporto con i figli (anche quando crescono). Provate ad essere espansivi e a fare complimenti semplici e sinceri!
  • Godetevi i vostri figli: la storia della “qualità del tempo” è una baggianata!!!  I bambini hanno davvero bisogno di voi, e a lungo: sforzatevi di trovare delle attività che divertano entrambi senza gare competitive, e soprattutto con altri bambini o altre coppie padre -figlio!
  • Non fate i papà da “free time”, lasciando tutto il “lavoro sporco” alla madre (tipo: colloqui a scuola, col pediatra, accompagnamento a scuola o altre attività). Cercate di essere coinvolti anche nei compiti post scuola e nei lavori di casa. Soprattutto, siate “esempio di lavoro in team” tra le mure domestiche. Si impara dagli esempi e in casa, il rispetto reciproco, la condivisione e la collaborazione!