Ascoli, calcio: ultrà aggrediscono giocatori. Il vescovo: “Sport è gioco non violenza”

“Un gesto che si assomma alla violenza verbale che negli ultimi mesi ha avvelenato il campionato, prendendo di mira dirigenti e atleti”. Anche il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole condanna l’aggressione di sabato notte a due giocatori dell’Ascoli, Samuele Parlati e Vincenzo Venditti. “Al momento non si conoscono gli autori dell’attacco che l’altra notte i due ragazzi hanno subito. Da parte di tutti credo sia necessaria una condanna senz’appello e un invito alla calma” ha scritto il vescovo in una lettera indirizzata a dirigenti e atleti dell’Ascoli. “Con questo messaggio, desidero manifestare la piu’ sentita vicinanza a Samuele e Vincenzo, come a tutti voi, cari amici dell’Ascoli Picchio”. Rivolgendosi agli aggressori, mons. D’Ercole scrive che “i calciatori sono solo persone e il calcio, come ogni tipo di sport, deve essere innanzitutto ‘gioco’ oltre che impegno agonistico. Sfogare la rabbia che si ha in corpo con i giocatori della propria squadra per le continue sconfitte subite fa inoltre riflettere sul ruolo educativo dello sport e sulla responsabilita’ che compete a tutti noi nei confronti di genitori e figli. Se si gioisce quando si vince – conclude – bisogna imparare anche a soffrire insieme quando si perde senza mai perdere la serenita’”.