Appello di Luigi Di Maio: “Confronto con tutti”. Cita De Gasperi e apre al mondo cattolico

Domenica mattina. Nuovo, e chissa’ se ultimo, appello. Luigi Di Maio prende carta e penna (virtuali) e ribadisce l’apertura del M5S a “un confronto con tutti”. Replica e fa sue le parole del presidente della Cei Angelo Bassetti, cita Alcide De Gasperi. Prosegue, insomma, nel suo percorso istituzionale che, nella strategia del Movimento, allargherebbe il sentiero che unisce il capo politico a Palazzo Chigi. Da domani, tuttavia, qualcosa potrebbe cambiare in funzione di una giornata segnata con il segno X nel quartiere generale pentastellato: la giornata della Direzione Pd. “‘Politica vuol dire realizzare’ ed e’ a questo che tutte le forze politiche sono state chiamate dai cittadini con il voto”, sottolinea Di Maio citando il fondatore della Dc, tra i padri fondatori di quell’Ue contro la quale, fino a non molto tempo fa, si scagliava il M5S.
Ma questo, per Di Maio, e’ il momento di apparire responsabile e di non far neanche intravedere, agli elettori pentastellati, la prospettiva di una vittoria di Pirro. “Faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente”, spiega Di Maio accogliendo le parole della Cei in una domenica in cui il quotidiano dei vescovi comincia ad esporsi. In un editoriale del direttore di Avvenire Marco Tarquinio infatti individua “buoni motivi per tornare alle elezioni ma ottime ragioni per fare cose serie prima, con un governo di “tregua””. E Tarquinio chiama Salvini, Di Maio e Renzi alla sfida di un “governo utile all’Italia”. La realta’, tuttavia, suggerisce altro. Il Pd, che domani si contera’ al Nazareno, appare a forte maggioranza contrarissimo ad un appoggio al M5S. E da lunedi’ in poi tocchera’ a Di Maio pesare vantaggi e svantaggi di un ritorno alle urne o di un asse con la Lega o con il centrodestra. Asse che sembra gia’ a buon punto sulla presidenza delle Camere. In questa settimana i contatti a riguardo si infittiranno: lo schema secondo il quale il Senato vada al centrodestra e la Camera al M5S resta il piu’ probabile, a meno di colpi di scena targati Pd. Ma, nel M5S, regnano in queste ore silenzio e prudenza. “La maggioranza per la presidenza delle Camere non e’ automaticamente quella di governo”, ripetono dal Movimento tenendo ancora aperto uno spiraglio al Pd. E provando a stanare i partiti sul Def che ad aprile approdera’ in Aula. L’idea e’ inserire nella risoluzione M5S alcune misure “elettorali” ma non drastiche: dal taglio agli sprechi secondo una parte del piano Cottarelli ad un focus sui settori ad alto moltiplicatore su cui concentrare politiche espansive fino ad aiuti alle famiglie e per far “ripartire la crescita demografica”, come spiega Di Maio. Il leader M5S, inoltre, rilancia il reddito di cittadinanza facendo intendere che sulla misura difficilmente il M5S fara’ un passo indietro ma, altrettanto difficilmente, sara’ messa nero su bianco nella risoluzione sul Def. Nel frattempo Marinella Pacifico, la neoeletta al Senato di Latina balzata alle cronache per alcune sue dichiarazioni free-vax e antisioniste e’ stata segnalata ai probiviri ed ora e’ a serio rischio sospensione. Perche’ in questi giorni i vertici non ammettono passi falsi. Nemmeno ai neoeletti.