Papa Francesco: “Ci rendono ‘impuri’ la superbia, l’egoismo e la corruzione”

 A renderci “impuri” non e’ la malattia ma il peccato, o “malattie del cuore” come l’egoismo, la superbia, la corruzione: e’ da queste che bisogna “purificarsi”. Nella Giornata Mondiale del Malato, guardando a “Gesu’ come vero medico dei corpi e delle anime”, papa Francesco ha voluto lanciare un messaggio etico, prendendo ancora di mira una piaga sociale come quella della corruzione e del malaffare. “Nessuna malattia e’ causa di impurita’ – ha detto Francesco commentando il brano evangelico della guarigione del lebbroso -: la malattia certamente coinvolge tutta la persona, ma in nessun modo intacca o impedisce il suo rapporto con Dio”. Anzi, “una persona malata puo’ essere ancora piu’ unita a Dio. Invece il peccato, quello si’ che ci rende impuri! L’egoismo, la superbia, l’entrare nel mondo della corruzione, queste sono malattie del cuore da cui c’e’ bisogno di essere purificati, rivolgendosi a Gesu’ come il lebbroso: ‘Se vuoi, puoi purificarmi!'”. “E adesso facciamo un attimo di silenzio – ha detto quindi il Papa ‘a braccio’ rivolto ai 30 mila presenti in Piazza S.Pietro – e ognuno di noi puo’ pensare al suo cuore, guardare dentro di se’ e pensare alle proprie impurita’, ai propri peccati, e dentro di se’ dire a Gesu’: ‘Se vuoi, puoi purificarmi’. Facciamolo tutti in silenzio”. “E ogni volta che ci accostiamo al sacramento della Riconciliazione con cuore pentito, il Signore ripete anche a noi: ‘Lo voglio, sii purificato!’ – ha detto ancora -. Quanta gioia, questo! Cosi’ la ‘lebbra’ del peccato scompare, ritorniamo a vivere con gioia la nostra relazione filiale con Dio e siamo riammessi pienamente nella comunita’”. Alla Giornata del Malato, che come ogni anno ricorre nell’odierna festa della Madonna di Lourdes, il Pontefice ha fatto riferimento anche al momento dei saluti, rivolgendo “un particolare pensiero ai “malati che, in ogni parte del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono spesso la solitudine e l’emarginazione”. “La Vergine Santa, ‘Salus infirmorum’ – ha aggiunto -, aiuti ciascuno a trovare conforto nel corpo e nello spirito, grazie a una adeguata assistenza sanitaria e alla carita’ fraterna che sa farsi attenzione concreta e solidale”. In mattinata, invece, Bergoglio aveva diffuso un tweet sul suo account @Pontifex: “I malati vengano sempre amati nella loro fragilita’ e rispettati nella loro inviolabile dignita’”. Nel pomeriggio, poi, ne ha diffuso un altro: “Servire la vita umana e’ servire Dio e ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata”. Insolito momento, al termine dell’Angelus, quello in cui Francesco, affiancato alla finestra da un ragazzo e una ragazza, ha annunciato che “oggi si aprono le iscrizioni alla Giornata Mondiale della Gioventu’, che si svolgera’ a Panama nel gennaio 2019”. “Anch’io, alla presenza di due giovani, adesso mi iscrivo tramite internet”, ha quindi detto, cliccando su un tablet. “Ecco, mi sono iscritto come pellegrino alla Giornata Mondiale della Gioventu’. Dobbiamo prepararci!”, ha spiegato il Pontefice, invitando “tutti i giovani del mondo a vivere con fede e con entusiasmo questo evento di grazia e di fraternita’ sia recandosi a Panama, sia partecipando nelle proprie comunita’”.