Il monito di Papa Francesco: basta chiacchiericcio da ‘zitelloni’ anche tra religiosi

No al chiacchiericcio da ‘zitelloni’. Papa Francesco, in un discorso interamente a braccio rivolto, questa mattina, ai partecipanti al XXXVII Capitolo Generale della Congregazione delle Sacre Stimmate di Nostro Signore Gesu’ Cristo (Stimmatini), ha ribadito il suo pensiero sulle chiacchiere e sull’essere chiacchierone (“il chiacchierone e’ come un ‘terrorista’. Perche’ la chiacchiera e’ un atto di terrorismo, il chiacchierare contro un altro, perche’ io vado con la bomba in mano, butto la bomba, distruggo il fratello e me ne vado tranquillo”). “Vi esorto – ha detto il Pontefice – nella vita comunitaria andare su questa via della verita’, della liberta’, con molta carita’ e preghiera, ma andare cosi’, senza aver paura. Non abbiate paura. E’ brutto che io religioso non abbia il coraggio di dire in faccia quello che penso al mio fratello, ma vado dietro e lo dico a un altro. Questo e’ il chiacchiericcio. Permettetemi la parola: e’ il chiacchiericcio degli ‘zitelloni’. E noi abbiamo fatto voto di castita’, non di ‘zitellanza’, no, di castita’: e’ un’altra cosa. E invece di essere casti diveniamo ‘zitelli’. E qual e’ la cosa peggiore dello zitello o della zitella? Rinunciare alla paternita’, alla maternita’”. “E’ interessante – ha sottolineato il Pontefice -: quando uno non rinuncia alla paternita’ spirituale, cerca di viverla pienamente; e vive meglio la fraternita’ nella comunita’. Invece il chiacchiericcio e’ un alibi: con quello credi di risolvere il problema, ma non risolvi niente. Ti sfoghi un po’, ma ti sfoghi come uno ‘zitellone’. Tante volte, forse lo avrete sentito, come chiamo io le chiacchiere: il chiacchierone e’ un ‘terrorista’. Perche’ la chiacchiera e’ un atto di terrorismo, il chiacchierare contro un altro, perche’ io vado con la bomba in mano, butto la bomba, distruggo il fratello e me ne vado tranquillo. E poi, chi risuscita la fama del fratello? Faccio del male da dietro. E’ un po’ la calunnia o la diffamazione. A volte posso avere ragione, ma faccio una diffamazione: gli tolgo la buona fama”. E Francesco ha ricordato un aneddoto di San Filippo Neri: una donna che era andata “a confessarsi per le chiacchiere e come penitenza le ha detto di spiumare una gallina”. Poi la donna torna e lui le dice: “E adesso cerca di raccogliere le piume”…”Non si puo’ – ha detto il Papa -. E’ cosi’. Hai distrutto, una volta che hai seminato le calunnie o le chiacchiere, le diffamazioni. Il diavolo e’ furbo: usa questo, che e’ una debolezza nostra. E’ furbo”.