Santa Caterina da Napoli, pescatrice di uomini: ecco programma festeggiamenti

 

Sempre più laici, oggi, si interessano alla vita dei santi e Santa Caterina da Napoli (al secolo Caterina Volpicelli) è stata una gigantessa, capace di cambiare la storia di molte delle persone della città in cui visse e della città stessa; lo fece senza fare rumore, facendo costruire il Santuario del Sacro Cuore, oggi sito in Largo Caterina Volpicelli, fondando una famiglia religiosa (Le Ancelle del Sacro Cuore, da cui avrebbero avuto slancio altri tre ordini), e muovendosi attivamente per portare soccorso e istruzione tra le fasce più deboli della sua città.
La vita dei santi attrae uomini e donne della nostra epoca, sempre più affamati di modelli di vita che possano ispirare e nutrire anche lo spirito attraverso le parole che i santi hanno lasciato o le opere in cui si sono impegnati, perché possano aiutare a restituire senso alla quotidianità e consentire di recuperare uno “spazio sacro”, affinché la vita non sia un passaggio sterile, ma sia sentita e consapevole.


*
La Santa che abbiamo scelto, grazie alla lettura di alcuni libri, è appunto Santa Caterina da Napoli, di cui ricorrono i festeggiamenti il 22 gennaio. A questo link si possono trovare tutte le informazioni delle manifestazioni organizzate per il triduo presso il Santuario del Sacro Cuore a Napoli.

Nata a Napoli nel 1839, Caterina fa parte della eccezionale “cordata” di santi e beati che furono presenti in questa città tra l’Ottocento e i primi del Novecento (ci limitiamo a ricordare Ludovico da Casoria, Bartolo Longo, Giuseppe Moscati). La sua formazione fu fuori dal comune per una donna della sua epoca: proveniente da una famiglia dell’alta borghesia, ebbe accesso all’istruzione prima presso l’Educandato di San Marcellino, in seguito nella casa paterna, dove fu seguita dal liberale Leopoldo Rodinò, tra le altre cose presidente dell’Opera della mendicità, della quale fu vice presidente Luigi Settembrini. Studiò, inoltre, inglese e francese; seguì corsi di musica con il compositore napoletano Filippo Parisi. Anche se nei suoi scritti non sembrano emergere tracce delle vicende politiche del periodo in cui visse, già la sola ricostruzione della sua formazione ce la mostra vicina a intellettuali di grande levatura: forse anche grazie a essi poté sviluppare quel forte senso di impegno civico, soprattutto verso le classi più deboli, che caratterizzerà tutta la sua esistenza.

Dal forte senso civico della Volpicelli scaturiscono molte opere per offrire agli uomini e alle donne della sua città istruzione e cura: si pensi alla fondazione dell’Orfanotrofio delle Margherite che dal 1888 accoglierà bambine abbandonate, oppure alla realizzazione di un doposcuola per bambini indigenti e di una biblioteca circolante, perché tutti gli abitanti del quartiere attorno a Largo Petrone (dove si trovata l’Istituto delle Ancelle) potessero avere accesso all’istruzione. Importante fu, inoltre, la costituzione di un lazzaretto durante l’epidemia di colera del 1884, dove fu impegnata con le sue collaboratrici a soccorrere gli ammalati.

Tuttavia non è solo ciò che attrae della sua storia, benché sia notevole che una donna nella seconda metà dell’Ottocento avesse il suo grado di istruzione e fosse libera e capace di operare tanto e bene tra le difficoltà politiche ed economiche della città di Napoli. C’è qualcosa in più che la rende affascinante ai nostri occhi: è la sua abnegazione, la sua ricerca di un Bene più grande, identificato con il Cuore di Cristo, con Dio, che sarà il vero motore propulsore di tutta la sua opera. Una donna che avrebbe potuto vivere protetta in una famiglia ricca, tra intellettuali benestanti, e che invece decide di abbandonare la sua vita di agi per piegarsi verso gli ultimi, sacrificando tutto pur di mettere in pratica il messaggio evangelico, per portarlo alle donne e agli uomini della sua città e per divenire così “pescatrice di uomini”.

Di fronte a decisioni che sono volte a scegliere sempre il bene del prossimo, non si può non interrogarsi sul senso del proprio passaggio sulla Terra: Caterina da Napoli rende concreto il suo incontro con Dio nell’incontro con i suoi simili, soprattutto con più poveri, nei quali può soccorrere anche le sofferenze di Cristo, considerando ogni essere umano come lo “spazio sacro” in cui Signore può ancora manifestarsi, e per ciò amarlo e servirlo, può parlare ancora oggi alle nostre vite, facendoci porre le giuste domande sul modo in cui portiamo avanti le relazioni e su chi è per noi l’altro, il nostro prossimo, il nostro vicino.

Bibliografia
– Carmelo Conti Guglia, Ha creduto nell’amore. Caterina Volpicelli fondatrice delle Ancelle del S. Cuore, Istituto Ancelle del Sacro Cuore, Napoli, 1995.
— Michele Jetti, Caterina Volpicelli, 3 voll., Luciano Editore, Napoli, 2003.