Papa Francesco: “Migranti sono persone, basta alimentare paure”

“Oggi si parla molto di migranti e migrazioni, talvolta solo per suscitare paure ancestrali”. Così il Papa, che ricorda che “le migrazioni sono sempre esistite. Nella tradizione giudeo-cristiana, la storia della salvezza è essenzialmente storia di migrazioni”. Né bisogna dimenticare che “la libertà di movimento, come quella di lasciare il proprio Paese e di farvi ritorno appartiene ai diritti fondamentali dell’uomo. Occorre dunque uscire da una diffusa retorica sull’argomento e partire dalla considerazione essenziale che davanti a noi ci sono innanzitutto persone”.

“Desidero esprimere – ha aggiunto – particolare gratitudine all’Italia che in questi anni ha mostrato un cuore aperto e generoso e ha saputo offrire anche dei positivi esempi di integrazione”. Così il Papa, il cui “auspicio è che le difficoltà che il Paese ha attraversato in questi anni, le cui conseguenze permangono, non portino a chiusure e preclusioni, ma anzi ad una riscoperta di quelle radici e tradizioni che hanno nutrito la ricca storia della Nazione e che costituiscono un inestimabile tesoro da offrire al mondo intero”.

Bergoglio ha parlato con il corpo diplomatico di una serie di questioni internazionali. Nella prospettiva di una “impensabilità” della guerra nucleare e della necessità che le controversie tra le nazioni siano risolte non col ricorso alle armi ma col negoziato, ha detto, “è di primaria importanza che si possa sostenere ogni tentativo di dialogo nella penisola coreana, al fine di trovare nuove strade per superare le attuali contrapposizioni, accrescere la fiducia reciproca e assicurare un futuro di pace al popolo coreano e al mondo intero”.

“E’ importante che possano proseguire, in un clima propositivo di accresciuta fiducia tra le parti, le varie iniziative di pace in corso in favore della Siria – ha detto ancora – perché si possa finalmente mettere fine al lungo conflitto che ha coinvolto il Paese e causato immani sofferenze”.

“Un pensiero particolare rivolgo a Israeliani e Palestinesi – ha sottolineato – in seguito alle tensioni delle ultime settimane”, ha detto il Papa al Corpo diplomatico. La Santa Sede, “nell’esprimere dolore per quanti hanno perso la vita nei recenti scontri, rinnova il suo pressante appello a ponderare ogni iniziativa affinché si eviti di esacerbare le contrapposizioni, e invita ad un comune impegno a rispettare, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite, lo status quo di Gerusalemme, città sacra a cristiani, ebrei e musulmani”.